02/12/10

Casa Fantasma - Fluxia

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Daniela Baldelli
Gabriel Hartley*
Thomas Kratz*
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I fantasmi a cui allude il titolo sono quelli che aleggiano attorno ai significati. Fantasmi o ambiguità che circuiscono le apparenze. I tre artisti, Daniela Baldelli, Gabriel Hartley, Thomas Kratz lavorano proprio su questa indecidibilità del senso che, sfuggevole, da sostanza alle loro opere. Nel quadro di Kratz una volto cancellato da un alone di sfumature, diventa una macchia indefinibile. Anche nel quadro graffiato di Hartley, segni, strisciate, sfregi creano una trama indistinta, inafferrabile. Daniela Baldelli, invece, creare un'installazione delicata di bicchieri, uova, sassolini, piccole porcellane che vanno a comporre un paesaggio tanto familiare (chi non riconosce un piatto o un bicchiere) quanto surreale. Le opere dialogano bene tra loro, andando a creare una strana atmosfera nella stanza della galleria. Fluxia Era piacevole osservare o intuire le geometrie dell'insieme. Appoggiate per terra, 3 cartoline che mostrano un Lou Reed nerissimo, nei tempi d'oro. Piccola finestra che, accresce ancora di più, l'alchimia di questa mostra fantasmatica.

* foto di Laura Fantacuzzi

12 commenti:

  1. quell'alone pittorico? E quel quadro da museo d'arte moderna di infima categoria? E la composizione di bicchieri.....e tutto questo dopo il report imbarazzante su presicce....c'è qualcosa che non va.

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  2. A leggere il comunicato io capisco che: le opere in questione non andrebbero comprese, ma sentite (lette emotivamente) e che la mostra pone in discussione il concetto stesso di significato "esponendo la comprensione delle opere ai propri limiti d'indeterminazione".

    Mi viene in mente il principio di indeterminazione di Heisenberg, quello che in fisica quantistica dice (più o meno) che non è possibile conoscere simultaneamente posizione e velocità di una particella e quindi sostituisce il concetto di prevedibilità proprio del determinismo newtoniano con quello di probabilità.

    Ora mi chiedo, quanto è probabile che un neo (neo, neo, neo) astrattismo pittorico e la dislocazione più o meno casuale di oggetti più o meno comuni mi facciano provare qualcosa di significativo? Ma davvero c'è bisogno di tutto ciò?

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  3. Viviamo una strano momento.

    lr

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  4. ...neo, io ne ho uno sul mento a sinistra...non ne ho bisogno ma me lo tengo.

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  5. Brava gente. Premesso che a chi non va di leggermi può benissimo applicarsi ad altri tormenti. Ci tengo a precisare che chi non condivide ciò che scrivo o le scelte che faccio, può sempre darmi dei suggerimenti e farmi delle proposte. Anche via email (artele100@gmail.com). Per quanto riguarda questa piccola mostra, io non ho parlato di grande coinvolgimento emozionale. Non mi sono emozionata, dico solo che la mostra 'funzionava'. La scelta degli artisti è stata buona e i lavori esposti seguivano comuni intenzioni. E' ridicolo fare il gioco dei confronti. E' ovvio che quasi tutte le opere d'arte contemporanea, se messe in un altro contesto, perdono forza o diventano ridicole. Non mi voglio giustificare su ciò che scrivo e come. Ai falchi tiratori (anonimi dei miei stivali) mi verrebbe da rispondere, ridendo: "Se la persona è niente, l'offesa è zero" HAHHAHAHAAHAHH!!!

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  6. Sono perfettamente d'accordo con Elena, non si capisce l'accanimento che in alcuni casi rasenta forse l'invidia? o sbaglio?
    Elena semplicemente visita delle mostre, le documenta e lascia uno spazio libero per i commenti che dovrebbero essere utili ad articolare una dialettica costruttiva, o visto che manca, uno spazio critico. Chiaramente alcune cose pubblicate non mi soddisfano, ma non sto a lamentarmi con lei, al limite le potrei suggerire una cosa che mi è piaciuta molto...quindi anche gli anonimi lamentosi si facciano "inviati" del Blog, poi giudicheremo le vostre scelte....
    ciao a tutti
    ettore

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  7. un neo al posto giusto può essere molto sexy...

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  8. detto questo, vorrei chiarire che il mio commento era più contro il comunicato che contro le opere...
    mettere in discussione il concetto di significato può essere... insignificante.

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  9. A me le mostre con gli oggetti sparsi per terra non mi piacciono per nulla.

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  10. Ciao a tutti. Riporto la prima parte del comunicato stampa, per chi non avesse avuto modo di leggerlo:

    "La lettura di un'opera d'arte è spesso emotiva. Innescando forme associative, rivela percorsi inespressi nella nostra mente. Le opere funzionano come degli inneschi che fanno apparire gli elementi rappresenatti come plausibili, non svelandoli totalmente ma accarezzando il livello onirico della comprensione o, per meglio dire, della semi-comprensione. Diversa da una decifrazione parziale dell'opera, questa indeterminazione coinvolge il significato primo dell'atto creativo."

    Parafrasi: il Significato è sempre un'entità ambigua, sfuggente.
    Questo suo limite d'indeterminabilità è un dato con cui ci confrontiamo ogni giorno nel processo di decodificazione di un'informazione, di un testo, di un'immagine;
    è fuori da ogni dubbio che nell' attribuzione di significato - quindi anche nel tentativo di leggere un'opera d'arte - entrino in gioco dei meccanismi psicologici, sociali ed emotivi che nulla hanno a che fare con l'oggettività.
    Eppure, è strano vedere come ognuno di noi, confrontandosi con l'interpretazione, sia portato a comportarsi come se fosse in possesso della Verità ultima.

    La mostra, a partire dal titolo, è una riflessione ironica proprio sull'esistenza di questo "fantasmatico" significato.
    Che, forse, assomiglia di più ad una nebulosa inafferabile - quasi come fosse una tela di Kratz - cha a un monolite; che è come un segno appena percepibile al di sotto di una coltre, come un quadro di Hartley. O, forse ancora meglio, che è piuttosto un insieme di significati parziali, nati dall'incontro tra la nostra storia personale, la nostra esperienza, lo spazio e il tempo - come un'installazione della Baldelli, dove l'unico oggetto non "trovato" ma prodotto dall'artista è così effimero da scomparire, ingurgitato dalla ingombrante presenza degli altri.

    Spero che il senso della mostra sia un pò più chiaro. Il tentativo di emozionare lo spettatore non c'entra nulla.

    Saluti,

    Valentina

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  11. Palombella Ermeneutica5 dicembre 2010 alle ore 12:15

    la punteggiatura e la lingua, la sintassi e l'ortografia sono SIGNIFICATO...

    Signorine/i:
    riprendere subito in mano la "grammatica delle medie".

    l'ortografia
    l'ortopiedia
    l'ortodonzia


    Le parole sono... importanti...
    Nanni perdona loro perchè non sanno quello che... non sanno...

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  12. Palombella, hai tutta la mia simpatia. In fondo, non posso che essere d'accordo!

    Giuro che, con l'anno nuovo, riprendero' in mano almeno l'"ortopiedia"

    V

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