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Una nuvola sopra la testa che gira, un gatto impagliato che fissa da molto vicino un neon, un rumore di fondo fastidioso e un pò inquetante. Un ventilatore che gira e una casetta in lamiera che respira.
La mostra Solarkatze di Michael Sailstorfer alla Galleria Zero... è proprio bella. Mi piace perchè non ha bisogno di spiegazioni, perchè è coinvolgente, imprevedibile, giocosa senza essere banale. Le sculture dell'artista coinvolgono per la loro semplice e grezza bellezza: dei copertoni che girano furiosi, l'odore acre della gomma bruciata, esplosioni, rumori assordanti. Alberi che scoppiano, lanci violenti, spostamenti o piegamenti di pesanti lamiere. Unendo la forza della natura e il suo essere 'una forza della natura' l'artista attrae sempre l'interesse dello spettatore, spesso appiattito e insensibile (assuefatto da manierismi sterili e scopiazzature inutili). Sailstorfer decide invece di raccontare delle storie semplici e molto aperte a complesse o altrettanto semplici interpretazioni. Con ironia e un pizzico di sadismo (pensiamo al povero gattino costretto fino all'eternità a starsene immobile a rimirare il soffitto), l'artista inscena brani di straordinaria realtà. Una nuvola fatta di copertoni - minacciosa, sporca e nera - segue in circolo un ipotetico sfigato spettatore (magari un pò fantozziano) che si domanda da dove arrivi l'assordante rumore di fondo.
Il suono disturbatore altro non è che il 'normale' rumore amplificato del ventilatore appeso al soffitto. Tutto normale dunque, tanto quanto vedere una casina respirare o ansimare magari prima del botto (l'artista ha ripreso i secondi precedenti alla distruzione della casa mediante dell'esplosivo). Poetiche, esagerate senza essere eccessive, quasi favolistiche, le opere di Sailstorfer mi sono proprio piaciute.






Gran bella mostra! :)
RispondiEliminasicuro? mostra anacronistica
RispondiEliminavisto, rivisto, stravisto.
RispondiEliminaZZZZZZZZero...
RispondiEliminaUna delle mostre più belle viste a Milano negli ultimi mesi.
RispondiEliminaGilberto Zorio dreaming....non malissimo. Però ci stiamo arrampicando sugli specchi in virtù di CV (luoghi e relazioni) sostenibili e che diventano materia delle opere. Peccato che abbia avuto la debolezza di usare i copertoni e non qualcosa di già presente come il suono del ventilatore-almeno sembra. Gattino abbastanza luna park- pretestuoso. Insomma si poteva fare veramente molto meglio...poi potrebbe essere almeno un centinaio di artisti, perchè no andreotta calò o schabus....Paolo Zani continua a permanere su alcune scelte incomprensibili. Non c'è coraggio.
RispondiEliminaStiamo facendo i peli alle mosche, abbiamo visto veramente di peggio. In ogni caso si permane su rituali e format un po' stanchi. Non c'è mai una riflessione di ruolo e di format reale, e quindi di linguaggio. A mio parere se si ha il coraggio di superare un punto di rottura si hanno anche vantaggi commerciali.
propongo una moratoria per gli animali impagliati. Io sono stufa di vedere questa barbarie.
RispondiEliminala mostra è molto bella, a dimostrazione che con gesti semplici, si possono ottenere opere efficaci e poetiche.
RispondiEliminaCose apparentemente molto simili possono commuovere o lasciare indifferenti. E' lì che si vede la bravura di un artista...