John M Armleder - Courtesy of the artist and Tate Liverpool. Photo: roger Sinek.
Ryan Trecartin, K-CoreaINC.K (section a), 2009 Courtesy the artist and Elizabeth Dee, New York
***
Davide Bertocchi da Parigi.
Questa
edizione della Fiac sembra aver registrato un notevole successo sia in
termini di vendite che di pubblico (le code interminabili all'entrata
saranno indicative? non so...ma ho sentito di gente che nonostante
avesse l'invito ha aspettato 2 ore prima di entrare...)
Da osservatore esterno (pseudo-turista) posso dire che mi é sembrata di ottimo livello, con opere a volte inedite da scoprire tra pezzi piú conosciuti e opere monumentali che a quanto pare non hanno comunque intimorito i collezionisti...
Ha funzionato bene anche l'accorpamento al Gran Palais delle gallerie piú giovani. Nelle precedenti edizioni erano sotto al tendone alla cour Carrée du Louvre ora, invece, erano facilmente raggiungibili negli spazi del primo piano in un sorprendente circuito tra stand di gallerie molto giovani ma anche alcune piú affermate. Bella l'idea degli stand con le finestre che davano sul lungo Senna (sembravano un interno abitativo con luce naturale...)
Oltre alla fiera come sempre hanno inaugurato in contemporanea un sacco di mostre dentro e fuori Parigi.
Da osservatore esterno (pseudo-turista) posso dire che mi é sembrata di ottimo livello, con opere a volte inedite da scoprire tra pezzi piú conosciuti e opere monumentali che a quanto pare non hanno comunque intimorito i collezionisti...
Ha funzionato bene anche l'accorpamento al Gran Palais delle gallerie piú giovani. Nelle precedenti edizioni erano sotto al tendone alla cour Carrée du Louvre ora, invece, erano facilmente raggiungibili negli spazi del primo piano in un sorprendente circuito tra stand di gallerie molto giovani ma anche alcune piú affermate. Bella l'idea degli stand con le finestre che davano sul lungo Senna (sembravano un interno abitativo con luce naturale...)
Oltre alla fiera come sempre hanno inaugurato in contemporanea un sacco di mostre dentro e fuori Parigi.
Dalla mostra collettiva "All of the above" curata da Armleder al Palais de Tokyo, a Ryan Trecartin e Lizzie Fitch al Musée d'art Moderne, alla bellissima mostra di Jesper Just al Mac/Val. Poi nelle gallerie ho visto la mostra di Aaron Young da Almine Rech (molto bello il video con il pitbull appeso), l'inossidabile e sempre stupefacente Wolfgang Tillmans da Chantal Crousel, Zilvinas Kempinas e Nick Van Woert da Yvon Lambert. Poi Murakami con il suo "hommage a Yves Klein" da Perrotin
e devo ammettere che i bellissimi lavori con le spugne di Yves Klein,
prestati per l'occasione da privati, erano per me il vero motivo per cui
passare...
Ho trovato molto riuscita poi la mostra "OH!" proposta da Massimo De Carlo
nello spazio (normalmente dedicato al design) di Patrick Seguin che per
il secondo anno, nei giorni della Fiac, ha invitato una galleria
"straniera" (nel 2010 c'era Sadie Coles). Tutti lavori di grande formato
sopratutto di Massimo Bartolini, John Armleder, Rashid Johnson, Dan Colen (che
dava anche il titolo alla mostra) e un piccolo emozionante dipinto di
Stingel che ritrae appunto il nostro De Carlo diciottenne in divisa
militare...
Jesper Just, The Lonely Villa, 2004 - Courtesy
Galleri Christna Wilson, Copenhague
Perry Rubenstein Gallery, New
York. © Jesper Just 2000-2006
Wolfgang Tillmans, Army, 2008 - Courtesy Galerie Chantal Crousel
Murakami e Yves Klein da Perrotin

Wolfgang Tillmans, Paper drop (space), 2006 - Courtesy Galerie Chantal Crousel

Wolfgang Tillmans, Paper drop (space), 2006 - Courtesy Galerie Chantal Crousel
Aarong Young da Almine Rech
Massimo Bartolini ospitato nello spazio di Patrick Seguin - Mostra OH!, Galleria Massimo De Carlo
***
Di matrice italiana anche il progetto "Spheres" ormai nella sua quarta edizione che la Galleria Continua organizza
puntualmente negli incredibili spazi del Moulin, a un'oretta di autobus
dal Grand Palais nel bel mezzo della campagna francese.
Quest'anno ha coinvolto anche il Magazzino d'arte Moderna ma anche le gallerie Ropac, Xippas, In Situ, Chemould Prescott Road e White Cube.
Sempre molto positvamente surreale l'atmosfera, forse per il vento
gelido e gli spazi smisurati.. che quest'anno rimbombavano allo sbattere
di porte del lavoro di Daniele Puppi. Impressionante poi il progetto di
Anthony Gormley dal titolo "Space Station and Other Instruments".
Vorrei aprire poi una parentesi per i due premi principali francesi rivelati sempre durante la Fiac. Il Prix Ricard per i giovani artisti piú interessanti é stato assegnato, senza molte sorprese (io l'avevo modestamente anticipato), ad Adrien Missika, mentre il premio piú prestigioso, Le prix Marcel Duchamp, se vogliamo il corrispettivo francese del Turner Prize, é stato assegnato a Mircea Cantor che
come tutti sanno non é francese ma rumeno anche se certo é "cresciuto"
artisticamente in Francia negli ultimi 10 anni. Ricordo che il premio é
organizzato dall'ADIAF: "Associazione per la diffusione internazionale
dell'arte francese" e secondo me proprio per questo motivo non era una
scelta scontata anche se tra i quattro finalisti é sicuramente l'artista
piu riconosciuto e internazionalmente acclamato. Mi dispiace per
Guillaume Leblon l'unico vero possibile sfidante tra gli altri tre e del
quale apprezzo molto l'intelligenza e il lavoro, ma trovo che tuttavia
premiare Mircea sia stato un segnale importante in questo clima europeo
avvelenato, di ritorni nazionalistici e campanilismi vari.. Pensiamo
solo a questo: ma in Italia... sarebbe possibile?
Anthony Gormley - Galleria Continua spazi del Moulin
Anthony Gormley - Galleria Continua spazi del Moulin
Mircea Cantor
Massimo De Carlo












positivo questo report frizzante. Rimane un grande enigma la fissazione di De Carlo per Massimo Bartolini. Un perfetto esempio di smart relativism di mid career italiano (ma noi lo consideriamo giovane artista chiaramente) che viene reiterato solo in italia, e mi sembra solo dalla galleria privata massimo de carlo. Enigmi.
RispondiEliminaluca rossi
che rottura che sei...
RispondiEliminaDe Carlo ha fatto il militare? ma daaai, veramente?
RispondiEliminaChe rottura, non ho nulla di personale contro alcuno. Ma non mi spiego Massimo Bartolini: non riesco a vedere un filo conduttore che esca da uno smart relativism mainstream. Se qualcuno ha voglia di argomentare, io ci sono senza polemiche.
RispondiEliminaluca rossi
Luca, sei prigioniero di un pensiero stereotipato fino all'asfissia. Non puoi costruire scatole e scatoline in cui ossessivamente cercare di mettere 'ordine'. Ti servono per organizzare il tuo panorama mentale? ok. Ma non costringere gli altri a condividere il tuo riduzionismo autistico. Bartolini ha certamente dei difetti, anche evidenti, ma occupa certamente molto più spazio della tua piccola bara 'smart relativism mainstream'. Gli artisti sono vivi, e quindi opportunisti, falsari, ipocriti, scaltri, quello che vuoi, ma vivi, non bamboline da far addormentare nei tuoi lettini ordinati.
RispondiEliminaSe vuoi un dialogo, esci dalle tue autarchiche soffocanti categorie e fai entrare un po' d'aria.
@Giorgio Pavesi: uso delle categorie per essere più veloce, ma ho argomentato più e più volte il lavoro di Bartolini, facendo entrare metri cubi di aria. Ogni suo lavoro, negli ultimi anni, nasce da suggestioni casuali e ruffiane, sincronizzate su un vago sentire mainstream.
RispondiEliminaOra l'idea vaga di "spazio", ora sulle aiuole, ora su una serie di raffinati lavandini, ora su "quello che capita". Mobili tagliati per fingere che il pavimento sia più alto, mobili minimali che emettono musica, aule didattiche, aule per consultare libri, persone nella terra che fanno da aiuole, una vasca d'acqua che si muove nel chianti con in mezzo un albero, un progetto con Arienti al Museion (esporre tutta la collezione), e oggi le luminarie paesane a terra, e il calco di terra......in una sola parola smart relativism.
L'operazione di Massimo De Carlo, in questo caso, non è diversa dal gonfiare arbitrariamente titoli alla maniera del caso Parmalat a fine anni 90. Ma mentre i risparmiatori giustamente protestano, il collezionista buggerato rimane silente per non perdere in status, perchè benestante e per non svalutare ulteriormente il bidone che ha comprato.
Questo è una dramma che nasce dalla TOTALE assenza di critica d'arte argomentata in italia. Rimangono solo vaghi e approssimativi riferimenti della moda e del mercato (utili ma gravemente insufficienti). E anche rilevare questo a livello istituzionale (vedi recente Sentimiento Nuevo) non serve a nulla.
E il problema sta nell'assenza di un opinione pubblica minimamente appassionata ed interessata in italia. Quindi permane un'oligarchia che fa quello che vuole e prende in giro tutti.
Luca Rossi
Luca, mi chiedo che cosa avresti detto di Piero Manzoni o di Pascali cinquant'anni fa. Nessun paragone qualitativo ovviamente, pura sequenzialità di opere. Lo stesso ragionamento lo puoi fare per Carsten Höller e almeno per un'altra decina di artisti che trovi su Artforum come ospiti fissi.
RispondiEliminaLa solita giaculatoria sull'indifferenza di critica e pubblico non ti ha ancora stufato? Il pianto greco non paga e Bartolini continuerà a vendere, spero per lui, così come Paola Pivi, Vanessa Beecroft e tutto il tuo smart set. Vuoi cambiare le cose? Indica situazioni e persone che hanno un senso positivo per te. Criticare Bartolini è come sbraitare contro 'Quattro salti in padella' perchè annuncia la morte della cucina italiana. Fai due spaghetti tu e invitaci.
Bellissima quest'ultima battuta. Rossi ormai recita con i taglia-incolla dei suoi precedenti commenti. Non è che è proprio lui ad aver già detto quel poco che aveva da dire e non gli artisti che - senza freno - critica?
RispondiElimina@Giorgio Pavese: io gli spaghetti li sto facendo, ma nascondo VOLUTAMENTE l'ultimo ingrediente. Questo per avere il polso della situazione italiana: Luca Rossi è il miglior artista italiano in questo momento? Bene, il sistema dovrebbe interessarsi. Se non lo fa, forse, Luca Rossi non è apprezzato, ma io nascondo l'ingrediente finale per essere apprezzato, quindi non può essere che Luca Rossi non sia apprezzato perchè i dati non sono tutti pubblici. Questo stratagemma autodistruttivo per capire se c'è reale desiderio di approfondimento. E in italia non c'è tale desiderio. Da parte della stragrande maggioranza degli operatori c'è un misto di disinteresse, apatia, incapacità ed opportunismo (ed esterofilia a caso).
RispondiEliminaBartolini va benissimo, perchè l'artista e l'opera sono vissuti come standard. Ed ecco Bartolini che fa l'aula didattica alla Biennale (standard straruffiano) e poi il calco in bronzo...ma questi contenuti sono assolutamente accessori e marginali. Il primo ad essere incavolato di questo dovrebbe essere Bartolini stesso.
Non è vero che tutto è uguale: artisti come Francis Alys, Martin Creed, Santiago Sierra, Maurizio Cattelan, Marina Abramovic, sviluppano percorsi non di smart relativism...e potrei andare avanti.
Paola Pivi invece tende anche lei allo SR (anche lei molto meglio agli esordi). Mentre la Beecroft è un po' come un disco rotto, ok quella buona intuizione, ok la sua reiterazione, ma poi serve anche un colpo di reni. Non basta fare la strafighetta e rinnegare la propria natura italiana (un po' alla maicol jackson) per dare continuità al lavoro. Cattelan invece, che piaccia o no, ci riesce molto bene a dare colpi di reni.
Luca Rossi
..dimenticavo...Bartolini non vende, la sua ossessiva reiterazione, fa vendere qualcosa....ma il magazzino di De Carlo è pieno di opere invendute. Ed è proprio lì che il gallerista insiste, più difficile dire "scusate ho sbagliato". Perchè se De Carlo ammette l'errore, allora potrebbe sbagliare anche per altri...stessa cosa Massimo Minini con Paolo Chiasera (che veniva infilato forzatamente nella trattative per le opere di Vanessa Beecroft).
RispondiEliminaLR
Mha....lo spirito di luca rossi....esprimo un opinione che cerco di argomentare. Sarebbe molto utile avere delle antitesi alla mia tesi; per poi pervenire ad un sintesi sicuramente migliore della mia tesi...
RispondiEliminaLR
invece di fare slogan stupidi su una presunta collaborazione (che non c'è) tra me e l'elena, perchè non si contro argomenta rispetto ai contenuti? Ho sempre ritenuto le mie tesi grezze, cerco antitesi e poi sintesi migliori. Se ho un fine è quello di portare al centro le opere e i contenuti.
RispondiEliminaLR
LR, basta strillare, se non ti blocca Elena te lo dico io. E' quattro post che parli da solo. Falla finita o comprati un cane.
RispondiEliminaCredo ci siano più Luca Rossi. Non sempre scrivo tutte queste strane idee.
RispondiEliminaVi prego di comprendere la situazione.
Luca Rossi
Vedete, apparte che ci sono più Signori Rossi che scrivono, e devo dire a proposito, mi sembra di notare una cosa significativa: Cecilia Canziani, esponente della critica italiana, dice "non strillare" riferendosi ad un TESTO (e nemmeno così urlato!). Il testo non può "strillare", sono gli occhi, la mente di chi legge, che sente uno strillo...ed ecco come nel commento si tendano a proiettare le ossessioni personali. E quindi probabilmente la paura immotivata per una presunta critica STRILLATA, URLATA fatta dal solito LR. Critica che bisogna subito cancellare perchè troppo assordante rispetto il silenzio della critica "VERA". Questo credendo in modo vano al fatto che possa esistere oggi una critica ACCADEMICA (come è accademica Cecilia Canziani) che possa essere efficace; e se anche lo potesse essere efficace, questa critica accademica NON LA VEDO!
RispondiEliminaQuindi non rimane che LR. Il conflitto di interessi, il disinteresse, l'arrendevolezza, l'incapacità e le misure ridotte-precarie del sistema italia,non possono sostenere alcuna critica realmente libera ed argomentata.
Guardate chi c'è all'ultimo posto dei personaggi meno importanti del sistema dell'arte...:
http://hyperallergic.com/38320/powerless-20-2011-edition/
Tema: Parigi duranter FIAC e non tal dei tali! Altri commenti 'fuori tema' saranno cancellati. A maggior ragione se si discute sempre e solo delle stesse cose pallose!!!!
RispondiEliminaGrazie