11/10/11

1000 battute di... Antonio Grulli > Cuoghi Corsello, Bologna

A sinistra Sufmagofata, scultura di legno verniciata come un infisso bianco, 2008
F, insegna al neon, 2001
 Microfono aperto, spray su moquette, 2008
***
dunque, perché una mostra di Cuoghi Corsello...
 
In realtà era un po' che ci lavoravo e quando si è presentata l'occasione al Brun l'ho colta al volo. Ci tenevo a fare un focus sul loro lato maggiormente pittorico e sul disegno.  Sono sempre più convinto che alcune delle cose più interessanti, fatte oggi in Italia, a livello pitturico vengano da artisti con background non canonici (per un pittore), o che non fanno solo pittura, o che addirittura non vengono visti come pittori. Nel loro caso un passato legato per certi versi alla street art ha condotto anche a forme di pittura molto classiche, come evidenzia il piccolo dipinto a olio in mostra. 
Amo quando la pittura è legata a doppio filo alla vita dell’artista. Al bando ogni iperconcettualismo, citazionismo, ed eccesso di cerebralismo pittorico. Inoltre era qualche tempo che volevo esporre almeno un lavoro della meravigliosa serie su enormi pezzi di moquette che c&c stanno portando avanti da qualche anno. 
Lo spazio dell' ex-brun era grande abbastanza per metterne uno di MEDIE dimensioni.
Antonio Grulli

Cuoghi Corsello
Fino al 22 ottobre
EX-BRUN Farnespazio©
Galleria del Toro, 1    primo piano
Bologna

10 commenti:

  1. Ma scusate, se aprite una rubria che si chiama 1000 battute, perchè non far si che questo breve testo sia veramente significativo? Il testo che leggo qui sopra non solo non lo è, ma non aggiunge nulla alle foto pubblicate. Non diamo per scontato che Cuoghi e Corsello siano conosciuti. E' ovvio che sono due artisti locali, ma mi fa piacere che venga data loro un pò di visibilità. Quello che non capisco è perchè ci sono dei curatori come Grulli che non ci rivelano quando possono qualcosa di nuovo o minimamente 'pensato'. Ho la sensazione che si stia perdendo tempo ed energia.
    1000 battute al vento...
    Grazie, in ogni caso, per il 'servizio'.

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  2. concordo, al riguardo alcune domande:

    1- cosa è il Brun, io non sono di Bologna.
    2- come mai la pittura, come indicato nel testo, è legata a "doppio filo con la vita degli artisti"??Forse perchè facevano i writer?? Ma dal testo non si evince chiaramente.
    3- al bando ogni concettualismo ecc. come indicato dal testo, ma almeno 2 parole sulla pittura, non dico 20 cartelle, ma almeno 2 parole me le dici o mi dici solo che ti piace come fanno i bambini??
    A me, sembra un testo di uno che pensa solo a se stesso, fossi i C&C non ne sarei entusiasta. Comunque paradigmatico della crisi della figura del curatore,io non ho soluzioni alternative da proporre, ma mi pare chiaro dalle mostre che vediamo (a tutti i livelli, da locale a internazionale) che la figura è inflazionata da mascherine e uscieri che non hanno la tempra per reggere il ruolo (e non sto parlando di Grulli nello specifico si intenda, sto ragionando su un ruolo di responsabilità)

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  3. alla prima domanda risponderei io

    l'EX BRUN è lo spazio bolognese di una associazione no profit FARNESPAZIO
    la stessa associazione offre anche una home gallery a Milano viagaffurio8 ed uno spazio, ROCCA, per residenze il cui tema fondamentale è la natura a Roccagloriosa SA

    www.farnespazio.it

    ciao
    Fabio Farnè

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  4. Mi sembra che il testo non avesse pretesa, e voglia, di essere testo critico; ma che stimoli può avere oggi un curatore di bologna? Già buono se "cura", semmai anche gratuitamente; per approfondire ed argomentare ci sono anche pochi stimoli. Questo voglio dire.

    Antonio Grulli dichiarò durante Curatology (interviste a curatori nel 2009 a Viafarini) che il suo lavoro di curatore è prettamente artistico, da artista. Da regista, da autore che scova e riconnette (nelle collettive) tanti pezzi, tante sfumature. Questo è legittimo. Si crea però una competizione benevola con l'artista che diventa un gattino da accarezzare e compiacere; ma poi tende a rimanere solo il "regista" a parlare del film.

    Ed ecco che nel recente resoconto storico di Viafarini compaiono foto grandi, glamour, da modello, di Milovan Farronato. Perchè? (???)

    Di fronte alla crisi del ruolo di artista (soprattutto giovane e mid career) e di fronte una crisi del linguaggio, tende a prevalere il ruolo di curatore-autore. Autore che ammicca al solito star system. Ma anche il curatore-autore-star rimane poi fermo, travolto dalla medesime due crisi. Risultato: non si va da nessuna parte. Ma credo ci possano essere soluzioni costruttive a questo.

    Luca Rossi

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  5. Senza fare drammi epocali, sarebbe bastato un minimo di presenza critica della nostra aleggiante curatrice Bordi e mr Grulli (nome omen) avrebbe probabilmente scritto qualcosa in più di quello che sembra più che altro un testo per un'email di accompagnamento alle foto rivolta a qualcuno che già sa quello di cui si sta parlando.
    Ci vuole più struttura in questo blog, specialmente se c'è l'ambizione di uscire dal gossip tout court e provare a discutere di qualcosa. Bordi, ad esempio, a che serve questa eterna nuvola di nomi sulla destra? non potrebbe essere lo spazio per queste 1000 battute su cui discutere con calma? E' solo un esempio, ovviamente...

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  6. Carissimo amico e anonimo,
    grazie per i consigli. Ti scriverei molto volentieri in privato se tu avessi la generosità di farmi conoscere la tua email. Non devo giustificarmi con il primo, il secondo e, da ultimo, a te, terzo anonimo. Tu che nei sai se Grulli avrebbe o non avrebbe scritto altro? Perchè lo difendi? Non penso lui abbia bisogno di essere difeso. L'ho invitato, come Alessandro Rabottini, a scrivermi 1000 battute su una mostra che ha curato. Era libero di scrivere della mostra, degli artisti o sulla scena artistica bolognese. Senza nè limiti nè tracce guida. Nel momento in cui sentirò la necessità di 'strutturare' diversamente questo blog lo farò. Mi auguro che chi legge il suo testo, motivi le eventuali perplessità che suscita.
    Ti invito a scrivermi via email eventuali tuoi consigli... e perchè no, anche collaborazioni.
    Grazie
    Saluti

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  7. Oh ma nessuno parla dei lavori?
    Davvero state ricamando cosi' su cio' che ha scritto Grulli?!
    Oltretutto vi intesite dicendo che oggi i curtori voglono fare gli artisti, e alla fine prendete il suo testo come unico soggetto preso in esame qui'?!
    Cio' che ha scritto Grulli e' semplicemente un testo, 1000 battute che accompagnano le foto dei lavori di C&C qui' sul blog di EB (non è il comunicato stampa della mostra), nulla di più.
    Oltretutto non vedo cosa ci sia di male/strano/assurdo in cio' che ha scritto..bha..che poi manco mi frega.

    No ma dico..I LAVORI?!!!...

    Io ho visto la mostra di persona, ero al vernissage perchè conosco C&C da anni e sono amici (quindi ovviamente sono di parte nel mio giudizio e lo ammetto bellamente).

    Un lavoro non mi e' piaciuto, ma l'ho rivelato solo a Claudio C. ...ho preferito cosi'.
    Il lavoro che mi ha letteralmente gustato invece l'ho rivelato a Monica C.


    Seven Eyes:
    La moquette spacca, è il lavoro che mi è piciuto di +
    piaciuto*

    Monica: oh! ciao :D ti stavo per scrivere
    grazie che sei venuto
    solo tu tra gli "agenti" in città

    Seven Eyes: ma figurati..mi interesava

    Monica: non ti ho neanche visto me lo ha detto C.

    Seven Eyes: eri occupata

    Monica: temevi la mia esuberanza eh?!!
    mi fa piacere ti sia piciuta la moquette

    Seven Eyes: no e' che eri occupata..

    Monica: sono molto contenta ti sia piaciuto "il ballo con il vento" (Microfono aperto*)
    è stata l'opera che ho compiuto più divertente e intensa della vita
    perché da camera oscura dipingevo la luce e il vento muoveva tutto e io con lui... è stato intimo e non trovo parola

    Seven Eyes: te l'ho detto, e' il lavoro + bello che c'era secondo me

    Monica: come dipingere insieme al vento proprio, come un rapporto di amore
    divertente, quando ci si diverte è il momento che si fa qualcosa di bello per il mondo

    Seven Eyes: A me sembrava una sorta di impressionismo quello...ci vedo un "ponte" con Monet in quella moquette
    per questo mi piace

    Monica: intersting
    ... con i macchiaioli italiani!!!

    Seven Eyes: eh ma i macchiaioli ancora son legati ad una figurazione
    monet invece ad un certo momento e' partito in orbita
    l'abbiam perso nel cielo che si riflette sull'acqua che a sua volta e' tradotta in macchie astratte
    come se tutto si sciogliesse
    o levitasse

    Monica: si bellissimo
    dipingeremo con la polvere di stelle un tempo


    NB: Mi ero ripromesso di evitare di scrivere quì, scusatemi, ma secondo me rispostare l'attenzione sui lavori era importante, qualsiasi sia il vostro giudizio...perchè in mostra ci sono i loro lavori, non il testo di Grulli

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  8. sì, ok, ma per favore Seven Eyes, dai un occhio anche all'ortografia, sembra di leggere un foglio accartocciato

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  9. eh...devo cambiare la tastiera che questa e' rotta..si mngia le letter...porta pazienza come faccio io

    (W i fogli accartocciati) ^_^

    Seven Eyes

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