12/05/11

Le Pennellate, i colori...



Natalie Rognsøy
Sara Enrico
Riccardo Baruzzi
Alice Guareschi

Beni Bischof
Richard Aldrich
Alice Guareschi
***
Reduce da incontri non senza accese discussioni sulla pittura, Davide Ferri ha pensato bene di rendere le tante parole, dei fatti. Mesi fa, con Antonio Grulli, Ferri ha curato una serie di conferenze sulla pittura – ‘La pittura è oro’ – al DOCVA. Tanti i punti di vista, convergenti o discordanti, tante le osservazioni, i compromessi, le delusioni raccontate anche da molti pittori. Da questa esperienza probabilmente, nasce l’idea di curare la mostra alla galleria di Alessandro De March ‘Ancora un altro esempio della porosità di certi confini’. In mostra opere sia di pittori, che di non pittori. Penso ad Alice Guareschi, presente con la stampa di un disegno (molto pittorico, per la verità) fatto quando era bambina. L’impressione che ho avuto, fin da subito, è quella di una mostra che utilizza la pittura non tanto per ragionare su se stessa, ma bensì per espandersi altrove, per collocarsi in una terra di nessuno dove - accantonata la ricerca tradizionale del mezzo espressivo- si libera verso un territorio poetico imprevedibile dove tutto è permesso. Lo stesso curatore esplicita: “Esiste in pittura una specie di retorica dell’irrisolto, del provvisorio. Io ci ricado talvolta, forse perché per me i dipinti più belli sono spesso quelli che nascono a margine di qualcos’altro. All’insegna della velocità, o della distrazione. I tentativi, gli scarabocchi, le tavolozze. Quelli che fai mentre stai pensando ad altro.”
Suggerisce Ferri, che di questa mostra non si può dire molto di più che: le pennellate, i colori.
Mi piace questa aria dimessa o spassionata, sia della mostra che del comunicato stampa. E’ come se avessi la sensazione che, messe le mani avanti, mostra e curatore mi chiedessero di pensare a ciò che voglio, senza indicarmi o suggerirmi alcunché.
In mostra c’è un curioso lavoro di Andrea Büttner che, scomodando l’arte medioevale (per colori e grafismi) dipinge una grande parete marrone fino a dove riesce ad arrivare il suo braccio. Quest’opera le sintetizza, a mio parere, un po’ tutte. Gli altri artisti in mostra - Richard Aldrich, Riccardo Baruzzi, Beni Bischof, Sara Enrico, Alice Guareschi, Maria Morganti e Natalie Rognsoy – utilizzano la pittura ‘fino a dove arriva il loro braccio’; senza preoccuparsi di cose deve o non deve dimostrare il mezzo. Se ne fregano, sembra, di utilizzare pennelli, dita, tela, plastica, spray, legno, muro, sedie... giocano con la pittura, con le macchie, con i supporti... E’ come se avessero scritto tante poesie, dove ogni parola (colore) ha un densissimo significato, per lo meno per chi la scrive (dipinge).

18 commenti:

  1. a me la pittura piace, ma sinceramente questi dipinti mi sembrano solo orrendi e insignificanti . la sedia poi è qualcosa di abominevole, da casa di punkabbestia col letto soppalcato e il poster di che guevara .

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  2. ancora a menarla con i pittori da una parte e gli altri dall'altra...
    usciamo dalle categorie una volta per tutte.

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  3. curioso che Ferri, che insieme a Grulli ha menato il belino con la pittura è oro, adesso proponga una mostra di pittura senza pittori, che lui ostinatamente ha difeso e più volte sottolineato le difficoltà nel sistema italiano. evvai di coerenza!

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  4. La sedia colorata è stupenda, appunto. E la si può fare tranquillamente. E' quì il punto. Che senso ha mettere i nomi degli artisti? Questo sarebbe stato il plus reale della mostra.

    Poi bisogna stare attenti che la pittura è sicuramente la seconda via possibile, ma non si deve scivolare nel "mito del buon selvaggio". Eviterei di proporre i disegni di quando eravamo piccoli, cercando di pilotare a tutti costi l'autenticità e la sincerità. Perchè pilotarle significa già disinnescarle. A mio parere sarebbe stato molto interessante proporre le opere in modo impersonale, senza nomi degli artisti. Ma chi ha coraggio di rinunciare al nome, dichiarando sinceramente che la sedia è bella e non importa chi la fa, ma il "come" la si fà???? Nella nostra vita ci interessa COME qualcosa ci porta il "bello", e non necessariamente CHI o COSA.

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  5. caro hm, ero un esempio: ammesso che la sedia sia bella. Non esprimo giudizi di gusto. Ma io non sono un artista....cosa c'entro io??? Stiamo parlando della mostra...

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  6. ragazzi, qui si continua riscaldare la stessa minestra.. milano è un deja-vu continuo, ma è possibile che non si riesca a proporre qualcosa di più coraggioso? l'irrisolto, il provvisorio ecc.. in pittura sono stati già affrontati (e risolti) da tutta la pittura d'avanguardia del novecento.. discorso chiuso. o lo si riprende con l'autentica necessità di aggiungere qualcosa oppure si riduce tutto quadretti e oggetti per collezionisti ignoranti (ma ben intortati da galleristi e curatori) in cerca di pezzi d'arredo

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  7. ..ma che discorso è??allora non si dovrebbe più fare nulla scusa...concordo sul dare qualcosa in più...e ciò vale per quadri istallazioni video etc...perchè anche lì delle sonore scopiazzature dai nostri cari artisti ce ne sono a bizzeffe...il discorso con l'arte è sempre aperto..altrimenti diventa anche questo un limite...proprio l'arte che dovrebbe essere totale libertà..poi il discorso dei collezionisti ignoranti e pilotati è vero fino ad un certo punto...mi pare che in molti si siano stancati di vedere le solite scopiazzature di cui sopra....cmq per la cronaca...quella sedia anche se l'avesse fatta picasso avrebbe fatto veramente schifo.

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  8. perchè luca rossi è un pirla, ecco perchè. e camoscio di pientrantonio non ha meglio da fare che far chiacchera con lui, la cui missione consiste nello spander merda sugli altri, specie se sono italiani e giovani. del resto è proprio questo che teme camoscio di stelvantonio e angela vacchese.

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  9. sottolineo l'ennesimo fallimento di miart , grande di pietrantonio. eccelente strategia quella di affidare ai suoi ex (?) sottoposti de bellis e roccasalva gli inutilissimi e vuotissimi (in termine di persone) dibattiti.!!!!!!!!!! VERY COMPLIMENTS... bravi bravi tubate pure con luca rossi . ottimo risultato!!! a' zarrii!!!

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  10. Elena non so se ti rendi conto che stai dando spazio ad un antisemita che con la scusa di lasciare commenti inutili pubblicizza questo: http://www.youtube.com/user/HeartMind999

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  11. Molto bella questa cosa. Io non ho mai sparso niente su nessuno, ho sempre argomentato una critica alle dinamiche sistemiche e al linguaggio espressi dal "sistema italiano". Giacinto Di Pietrantonio viene intervistato come protagonista, nel bene e nel male, di questo "sistema non sistema". Che poi ci siano livorosi e invidiosi che vorrebbero disinnescare il mio lavoro sostenendo che io sparo a zero su tutti, bhe, direi problemi loro.
    buona giornata!

    Cara Elena, prova di questo il fatto che non si riesca a dialogare sul tema della notizia sopra, ma che si finisca sempre a parlare di sto luca rossi del piffero...

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  12. se si vuole parlare di porosità dei confini delle discipline e delle tecniche, di discipline e di tecniche bisognerebbe parlare... io francamente ho difficoltà a considerare "pittura" una seggiola da bar resa a pois con la bomboletta.
    Se nel contemporaneo tutto può essere arte, allora tutto ciò che nell'arte comporta l'uso di vernici e/o pigmenti e/o pennelli può essere pittura? sarebbe questo il messaggio?
    no dai...!

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  13. appunto, quello a cui accennavo in qualche post precedente. a me sembra un tentativo di affermare per l'ennesima volta un'evasione della pittura dai confini della pittura. solo in maniera svogliata, superficiale, innocua.. infine inutile credo (se non per qualche collezionista distratto).
    va bene l'operazione, ma portateci in dote anche degli argomenti, che sò, dei punti di interesse, un tentativo di riflessione, qualsiasi cosa..

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  14. il motivo per cui mi sono stati cancellati tutti i commenti? bello lasciare gli attacchi personali anonimi e cancellare regolari commenti condivisibili sisi

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  15. Il motivo mi sembra chiaro

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  16. La pittura...la pittura è cosa seria.
    grazie

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  17. Cit. ***forse perché per me i dipinti più belli sono spesso quelli che nascono a margine di qualcos’altro. All’insegna della velocità, o della distrazione. I tentativi, gli scarabocchi, le tavolozze. Quelli che fai mentre stai pensando ad altro.”-----***


    e gli artisti in mostra, almeno alcuni tra loro che perseguono una decennale/ventennale ricerca, non si sono offesi?

    la mostra ha molto di interessante e altro di sciocco... il testo di Ferri certamente rientra in questa seconda categoria.

    -artisti: non fatevi manipolare penalizzando la vostra serietà. La vanità dei curatori italiani è tragicomica, ma voi ne corrispondete il prezzo.

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