








***Secondo appuntamento del benefit Peep-Hole. Non ha deluso la qualità delle opere donate per una 'giusta causa': far si che uno spazio rimanga indipendente e proponga buone mostre. Si sono dati un gran da fare Vincenzo de Bellis, Bruna Roccasalva e Anna Daneri. All'opening molte opere erano state già venduti. Verso le 21, quasi la metà dei lavori erano, se non venduti per lo meno riservati. In effetti, nonostante i prezzi non fossero poi così concorrenziali rispetto alle vendite in galleria, ha funzionato per lo meno la proposta di opere ad hoc per l'occasione. L'unico appunto che avrei da fare è la mancanza 'in chiaro' dei prezzi. Voglio dire, se vendita 'benefit' deve essere, poche ciance e prezzario ben in vista. Mi auguro che l' 'operazione di sostentamento' abbia un seguito.

poche ciance
RispondiEliminacacciate i prezzi! magari pubblicateli qui nei commenti..dai...!!! fateci vedere!
RispondiEliminafateci vedere il ministero
RispondiEliminalasciando perdere i malpensanti (che ci saranno sicuro) la faccenda dei prezzi non esposti e parlo in generale anche in fiera o in galleria, mi pare abbia un retrogusto un po' cattolico, come se il fatto che le opere siano arte, ma anche merce, fosse dato per scontato purchè non si sappia troppo in giro...
RispondiEliminaPersonalmente trovo parecchio scomodo dovermi appartare col gallerista di turno per togliermi la curiosità di sapere il prezzo di una qualunque cosa, che tanto so già di non potermi quasi mai permettere. Scomodo e anche dannoso per la salute dell'arte stessa, perchè impedisce un confronto immediato per artisti, curatori e pubblico con il valore di mercato di ciò che producono, promuovono o fruiscono. Oltre ad essere funzionale, credo, al mantenimento di una condizione elitaria del collezionismo con conseguenti prezzi spesso esagerati e pratiche commerciali poco trasparenti.
Mi auguro che iniziative del genere non si ripetano: trovo quanto meno paradossale che si faccia una vendita benefica per finanziare uno spazio privato con lavori di artisti che , se non tutti(togliamo Vezzoli e forse altri 2) non riescono a vivere del loro lavoro e faticano ad arrivare a fine mese. E' come se si chiedesse ai poveri di donare qualche cosa per i poveri. Più che altro i titolari dovrebbero rimboccarsi le maniche e trovare aiuti da aziende e da privati...ma chiedere agli artisti, in questo momento TUTTI SQUATTRINATI mi sembra una viltà
RispondiEliminaStefano
Voglio spezzare una lancia per lo spazio Peep-Hole. In poco tempo sono riusciti a auto-gestire uno spazio proponendo buone mostre. Alla fine loro hanno chiesto 'aiuto' agli artisti e questi ultimi hanno accettato di donare un'opera. La questione dei prezzi, se la vedranno loro nelle prossime occasioni. Se ci fossero più collezionisti-direttori di museo-aziende-enti pubblici illuminati, non avremmo il problema delle auto gestioni.
RispondiEliminaCara Elena Bordi,
RispondiEliminala lancia spezzagliela in testa!
la prossima volta che scrivi su Peep-Hole al posto di SOLD!
metti SOLDI! ovviamente...scroccati