01/04/10

Un piatto di Amedeo Martegani: Capisco


Arrivo verso le 19.30 nello spazio no-profit MARS. Poca gente. Vedo Amedeo Martegani che parla, dinoccolato come al solito. Lo saluto. Saluto un pò di persone, conoscenti (Eva Fabbris, Giovanna Silva, Andrea Balestrero, Antonella Bruzzese. In seguito saluto Vincenzo De Bellis, Bruna Roccasalva, Dragana Sapanjos, Mattia Matteucci, Diego Perrone, Francesca Pagliuca ecc. Gli altri non me li ricordo). Sono molto curiosa e piena di aspettative. Già dall'invito via posta elettronica, non si capisce molto bene cosa abbia in mente di proporci l'artista. Un portone chiuso con il suo nome e delle biciclette (foto in bianco).


Mi avvio verso lo spazio espositivo. Un piatto con del pepe è collocato al centro della stanza. Scopro che è pepe dopo la conversazione che ho avuto con Martegani, che più o meno è andata così:
E: Ciao Amedeo, mi racconti un po' il lavoro?
AM: Non c'è molto da raccontare...
E: Capisco, ma un po' me lo devi, no?
AM: Ho preso un piatto e del pepe speciale, trovato in uno dei miei viaggi. Veramente speciale.
E: Certo, capisco, è speciale qui... Non avevo capito che fosse del pepe.
AM: Si capisce che è pepe, se ne sento il profumo.
E: Sai com'è, io fumo. L'olfatto se ne è andato a quel paese.
AM: Ho preso questo pepe speciale e l'ho messo sopra un piatto. Ne è uscita una sorta di costellazione. O per lo meno, lo è per me.
E: Certo, capisco, e...
AM: Il piatto non è semplicemente messo a terra. E' appoggiato sopra un tappo di bottiglia rosso. Dunque è alzato dal pavimento di pochi millimetri.
E: Certo, capisco...
AM: Poi c'è un piccolo catalogo, lo hai visto? Te lo vado a prendere.
E: Grazie Amedeo. Molto bello. Capisco.


Ho il catalogo tra le mani. In effetto è un delicato libricino. Ben stampato e amorevolmente rilegato da Giulia Di Lenarda, che è poi anche l'autrice degli scatti. Il catalogo è stato stampato in 15 copie.

Chi c'era?

6 commenti:

  1. Eh...appunto. Secondo me c'è qualcosa che tocca. E' una costellazione ok. Ma perchè? E poi? Le associazioni quotidiano-universo sono molto poetiche ma sono una sentiero strapercorso...da artisti ma anche da chi deve pensare ai loghi, al design.....non so. Che poi il pepe venga da questo viaggio mi fa pensare ancora ad un certo turismo creativo...a me stimolano viaggi puntuali. urgenze. Una forma che rivendichi un' urgenza , un' esigenza...non dico originale, ma definita....Io quì vedo un atteggiamento accennato, minimo, quotidiano....anemico. Mimetizzato e quindi disinnescato rispetto a qualsiasi interpetazione. Cose già sentite. O mi sbaglio?
    luca rossi

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  2. ma luca rossi non può smettere di fare il saputello e scrivere ovunque può cose inutili faziose e incomprensibili (spesso anche con errori e refusi).

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  3. nel piatto una costellazione, ma se non me lo avessero detto non ci sarei mai arrivato. mai!

    forse il mio spirito non è abbastanza raffinato per tutto ciò.

    nelle foto una superficie lunare?

    http://www.youtube.com/watch?v=uhSYbRiYwTY

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  4. Noi accettiamo tutti i 'luca rossi' del caso. Scrivo in minuscolo il suo nome perchè alla fine è uno e trino, possiede il dono dell'ubiquità e soprattutto sembra moltiplicarsi come i fermenti lattici. Mi piace il fatto che tutti possano firmarsi 'luca rossi' (non so se era o erano consapevoli di questa 'fermentazione').
    Non condividono questo suo abusare di 'urgenza'. Quanti artisti lavorano mossi da urgenza, esigenza?

    In uno scambio di email con Martegani, dopo l'opening:
    "Io sono “Mimetizzato e quindi disinnescato rispetto a qualsiasi interpetazione”. 'Certo sarebbe bello passare dal mimetismo disinnescato a una qualunque forma di discussione sul ‘che-fare’ o sul ‘come-fare’ questo qualcosa che vale la pena di fare.'

    La penso come Martegani: che-fare e come-fare questo qualcosa che vale la pena di fare?

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  5. grazie per il blog:

    prezioso per integrare-... visione mostre

    ciao

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  6. sarà tardi?Mariella Spinelli.Vengo a trovarti in libreria.Il 24 mattina

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