13/07/12

Luca Vitone da Catania a Bolzano

Calliope, 2002 - Tavolo da pranzo, ciaramella, filo elettrico, lampadine rosse e blu Tavolo 79,5 x 106,4 x 98,7 cm, dimensioni complessive variabili Courtesy the artist and Pinksummer gallery, Genova
  Io, Fattorie Romeo del Castello a Randazzo, 2012 Agenti atmosferici su tela 470 x 205 x 10 cm
Courtesy the artist
  
Polimnia, 2002, Sgabello, fisarmonica, filo elettrico, lampadine gialle e blu Sgabello47,8 x 45,7 x 26,2 cm, dimensioni complessive variabili Collezione Renato Alpegiani, Torino
   Natura morta con paesaggi e strumenti musicali, Installation view, Fondazione Brodbeck, photo Federico Baronello
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"Annichilito dal disastro organizzativo di Windjet, sia all'andata, sia al ritorno, con spostamenti di volo, ore di ritardo accumulate, arrivi al di là di ogni coincidenza ferroviaria, uso di autostop, arrivo in albergo a notte fonda, scioperi regionali delle ferrovie, partenze impreviste all'alba, canicola costante versus temperate arie condizionate, raffreddore, bronchite, antibiotici, nevralgie, pronto soccorso, cliente abituale della farmacia prossima all'albergo, anti-infiammatori e anti-dolorifici. Sogno un bagno asciuga circondato da dune con uno stabilimento industriale bruciato sullo sfondo."
Luca Vitone a proposito della 'distanza' tra Catania e Bolzano
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Luca Vitone
Natura morta con paesaggi e strumenti musicali progetto di residenze Fortino 1
a cura di Helmut Friedel e Giovanni Iovane
fino al 15 settembre 2012

Luca Vitone, nel suo continuo ripensare la geografia come espressione e costrutto culturale, ricostruisce (produce) un soggetto - un territorio o un paesaggio - inventando persino percorsi dimenticati e memorie, offrendo uno spazio misurabile e visibile ai soggetti autonomi e individuali prodotti dall’immaginazione creatrice. Accanto, nel senso spaziale e metonimico, a questa personale ricerca geografica, Luca Vitone ha avviato, da circa un decennio, una altrettanto originale e differente riflessione sulla natura del monocromo (emblema ma anche bersaglio telelogico dell’arte di avanguardia del '900).

In occasione della sua mostra personale presso la Fondazione Brodbeck, Luca Vitone ha esposto alcuni monocromi - 'dipinti' realizzati dagli agenti atmosferici -, appositamente dedicati ad alcuni luoghi della Sicilia (le tele dei monocromi sono state ospitate presso: Fattorie Romeo del Castello, Randazzo (CT); azienda Caffè Moak Spa, Modica (RG); Brodbeck Srl, Zona industriale Catania; C.o.C.A., Center of Contemporary Arts, Modica (RG); Zafferana/Etna).
Accanto a queste opere, una serie di nature morte sempre legate e ispirate dai luoghi siciliani. 
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Luca Vitone, 'Monocromo Variationen', Museion 2012. Foto Othmar Seehauser 
Luca Vitone, L’invisibile informa il visibile, 1988 - Courtesy the artist / Fondo ex-Galleria Paolo Vitolo, Milano - Museion 2012 Foto: Othmar Seehauser
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Luca Vitone
Monocromo Variationen
A cura di Letizia Ragaglia
Museion, Bolzano

Fino al 16 settembre la project room di Museion ospita l’artista Luca Vitone con 'Monocromo Variationen', il progetto speciale che sconfina nell’intero piano terra del museo. La scelta di Passage,  “piazza coperta” di Museion, per la presentazione delle opere di Vitone è in piena sintonia con la pratica di questo artista e con la sua particolare sensibilità nel misurarsi con i luoghi. Tra le opere in mostra Vitone presenta infatti anche un nuovo lavoro su Bolzano, “Rogo”, un film in 16 mm realizzato all’inceneritore cittadino. “Monocromo Variationen” offre inoltre una panoramica sull’opera dell’artista genovese e sulla sua ricerca sul monocromo, iniziata fin dagli anni ottanta.
Il percorso della mostra è un omaggio alla ricerca condotta dall’artista sin dagli anni Ottanta e un percorso di approfondimento, attraverso l’esposizione di opere eterogenee della tematica del monocromo. In quest’occasione sarà possibile rivedere un’opera dell’artista appartenente alla collezione Museion, Le ceneri di Milano (2007). La mostra è allestita all’interno di Museion Passage, uno spazio del museo in stretto dialogo con la città, in sintonia quindi con la pratica dell’artista, spesso strettamente legata al territorio in cui si trova. All’interno della project room il pubblico può assistere alla proiezione di un monocromo rosso fuoco in movimento, video che riprende le fiamme dell’inceneritore di Bolzano sud.

12/07/12

Pics from Monotono / Alberto Tadiello / HYPER


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Alberto Tadiello  
Hyper, 2012 / Pannelli in mdf, profilati metallici, cavi, lampadine  

Hyper_01 330 x 200 x 40 cm  
Hyper_02 240 x 240 x 40 cm  
 Hyper_03 360 x 240 x 50 cm

Hyper è un ciclo di tre lavori che seguono tre differenti raggi di curvatura.
I lavori aprono una raggiera di cavi, disegnano una fascia di linee che vanno ad aggrovigliarsi e innervarsi nelle parti centrali, acquisendo un’aggettanza spaziale e una tensione scultorea.
Le strutture, fissate a muro, stiacciate e insistite, sono completamente attraversate dalla corrente elettrica. Dichiarano la complessità esecutiva che le segna e la loro secca preziosità.
Hyper non espone nessun tipo di funzionamento se non nella possibilità di essere acceso: irradia nello spazio un alone di luce e di calore.
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Hyper is a series of three works that follow three different circles of rays.   The works open a circle of cables and draw a range of lines that lead to the central point of each work, creating a tension and a spatial, as well as, a sculptural perturbation.   
The structures, persistent, are fixed onto the walls and are run by electric current. These structures declare their complexity of construction and their apparent preciousness.   Hyper does not disclose any kind of function, except for the chance to be lit: radiating throughout the space an aura of light and heat.   

Alberto Tadiello / HYPER
Vicenza
fino al 29 settembre 2012 
gif maker 


Immagini tratte dalla fanzine prodotta in occasione della mostra di Alberto Tadiello a Monotono
 

11/07/12

Il giardino a penna di ℳarco ℬasta ♣ Gasconade

Giardino (Spider Orchids), 2010-11
Giardino (Spider Orchids), 2012, dettaglio
 Senza Titolo (Riflessi), 2010
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Intimista con punte di romanticismo si presenta la mostra estiva nello spazio Gasconade: 'Blue Thursday' di Marco Basta (1985). Come sempre mi diverto a leggere un comunicato stampa che - temperature africane a parte - contiene 'viaggi' socio-sentimentali di notevole spessore. 
La mostra presenta tre lavori a parete che rivelano, non senza una certa godibile leziosità, un giardino segreto e due volte soffocato. La prima prigionia è la cameretta di Marco Basta, la seconda, invece - più greve -, è data dal pesante e caldo feltro su cui l' abile mano dell'artista disegna palme, orchidee, papiri, panacee, fiori di loto e ninfee.
Questa distesa vegetale, tracciata con un sottile pennarello blu, flutta nel vuoto di questa seconda potenziale parete che ricopriva un angolo della stanza dell'artista e lo spazio tra due mobili. E' questo secondo spazio che da vita infatti, ad un'altra opera: una colonna svuotata anch'essa contenente la romantica e favolistica flora. 
Nell'altra stanza, uno spesso foglio di carta ricercata, con quelle che sembrano delle impronte aliene di una grande mano. Non appese, quasi non esposte, sei stampe a getto d'inchiostro su carta giapponese che mostrano degli specchi. Subito il soggetto mi sfugge. Mi sembrano frammenti di un corpo annegato. Immagino una testolina che fluttua in gelide acque. Che lui o lei sia forse caduto tra muschi e rocce scivolose? 
Osservo meglio; ho preso un granchio.... Non sono teste zazzerute, bensì organi sessuali femminili e maschili inquadrati da diverse prospettive dagli ovali specchianti. 

Mostra delicata e promettente.
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Intimate and with a flair of romance arrives the summer exhibition at Gasconade; 'Blue Thursday' by Marco Basta (1985). As always, I enjoy reading the press release – besides the fact that the temperature outside recalled an African city- when containing social and emotional recounting of a great impact. The exhibition consists of three works on the wall revealing -pleasantly but not without a certain pretentiousness- a secret garden. The first imprisonment is the bedroom of Marco, the second one - heavier - is made with a heavy and warm piece of felt, on which the skilled artist has drawn palms, orchids, papyri, panaceas, lotus flower and water lilies.  This extended vegetation, drawn with a thin blue marker, fluctuating in the space of this second potential wall, which covered a corner of the room and the space between two pieces of furniture. 
It is this second space in fact that pumps life to another work; an empty column, which also contains the romantic and legendary flora. In the other room, a carefully-selected, thick sheet of paper, just like the ones that seem to have been imprinted by a large, alien footprint. Not mounted on the wall and barely visible, the six inkjet prints on Japanese paper depicting mirrors. Instantly, the subject escapes me. They look like fragments of a drowned corpse. I am imagining a little head floating in icy waters. Or…that he or she, dropped off some slippery rocks and moss? 
Observing better; I grab a crab... It is not clear, but seem like male and female sexual organs from different perspectives, framed by the oval mirror.  

A subtle and promising show.

10/07/12

Neve a Milano a luglio... / Stefania Galegati Shine

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Stefania Galegati Shine è arrivata a Milano, da Palermo, con la mostra 'Milano Marittima', presenta nell'estemporanea galleria BAD New Business (spazio a cura di Francesco Pantaleone, gallerista dell'omonimo spazio a Palermo).
Milano Marittina è una località del mare Adriatico dove molto probabilmente Stefania ha trascorso più di una vacanza. E' in questo luogo che ha scattato le tante foto esposte in una lunga sequenza di diapositive. OIn mostra anche una serie di dipinti Pirates e, inaspettata e surreale, un grande ammasso di neve.

"E con Pirates si apre un altro racconto.
Quello favoloso delle storie lontane dei Pirati, dei tesori nascosti. Storie che ci facevano restare a bocca aperta da bambini, lasciandoci dubbiosi se mai nella vita avremmo incontrato un pirata in carne ed ossa. 
Ma Pirates è anche il racconto di una storia manipolata.
Stefania Galegati Shines lavora concettualmente sull’inganno. Utilizza come medium una tela rigata colorata ponendola in netto contrasto con il sovrapporsi delle immagini crude dei guerriglieri: i pirati contemporanei, armati ma disarmanti.
Perché in realtà, la loro, è una storia diversa da quella apparente.
Stefania G ribalta il punto di osservazione.  Sa che la società è ostaggio dei Media. Quello che vediamo è reale?
Lei va dritta alla radice, ci chiede e si chiede: chi è la vittima? Chi è il predone?
I pirati contemporanei sono fantasmi di se stessi, sono spesso giovanissimi. Uomini senza volto, poiché il loro Stato, dopo anni di sfiancanti guerre civili, è privo di un’identità politica riconosciuta. Sono pedine che non hanno alcun potere se non l’uso della forza, che è uno strumento efficace e sbagliato per farsi sentire. 
Stefania Galegati Shines non giustifica. Denuncia."
(...)
"Stefania Galegati Shines mi preannuncia che Milano Marittima include un divertissement, un guizzo. L’installazione è una montagna di ghiaccio: fresca, neutra, pura. Che lava i dubbi, le incertezze, che purifica gli occhi.
Stefania G vuole portare il mare in città restando fedele al titolo e ricreando uno spazio effimero che alleggerisca il clima. Per suggerire con ironia tagliente quella che potrebbe essere la summa dell’esposizione milanese: ripensare ai mancati processi di ammodernamento delle società, che a volte, possono anche essere un bene. Che i rituali collettivi, sempre più insensati, erodono la tradizione; che il dinamismo sfrenato e senza programmi genera il caos; che la fede “nell’immagine” è un inganno quando non è accompagnata da un sano spirito critico.
Milano Marittima ci suggerisce che di tanto in tanto è meglio fermarsi e ascoltare. È meglio fermarsi per vedere ciò che accade. È meglio chiedersi il perché delle cose."

Estratti dal testo scritto in occasione della mostra da Agata Polizzi



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Stefania Galegati Shine came to Milan from Palermo, with the exhibition 'Milano Marittima', presented at the gallery BAD New Business (a space curated by Francesco Pantaleone, who runs the homonymous gallery space in Palermo).
Milano Marittima is a town of the Adriatic Sea, where Stefania has probably spent her holidays, more than once in her lifetime. It is in this place where she took this many photos, displaying them as a slideshow. On the show there is also a series of paintings and Pirates and, unexpectedly as well as surreal, a big pile of snow.

"And with the Pirates there is another story.
The wonderful stories of the distant pirate, the hidden treasure; stories we were astonished as children, leaving us doubtful, whether we would ever meet a pirate in the flesh or not.
But Pirates is also a narration of a manipulated story.
Stefania Galegati Shines works conceptually on deception. She uses a colored, striped canvas by confronting it to the overlapping of raw images of the guerrillas; the contemporary pirates, armed but disarming.
Because in reality, their story is different from what appears to be.
Stefania G reverses the point of observation. She knows that the society is a hostage of the media. Is what we see real?
She goes straight to the root, she asks, and asks again; who is the victim? Who is the robber?
The contemporary pirates are the ghosts of themselves, they are often very young. Faceless men, because their country, after years of exhausting civil wars, has not a recognized political identity. They are pawns that have no power except the use of violence, which is an effective and incorrect way to have a voice.
Stefania Galegati Shines does not justify it. She disputes it. "
(...)

"Stefania Galegati Shines announced to me that Milano Marittima includes a divertissement, a flicker. The installation is a mountain of ice, cold, neutral, pure. That washes the doubts and uncertainties and cleanses the eyes.
Stephanie G wants to bring the sea to the city, while staying true to the title in recreating an ephemeral space that lightens up the mood. To suggest an ironic edge on what could be the sum for the Milanese exhibition; rethink the forgotten-by the modernization of society- processes, which at times can also be an asset. That the collective rituals, increasingly senseless, erode the tradition, that the unbridled dynamism without scheduling generates chaos, that the faith in the "image" is false when it is not accompanied by a healthy critical spirit.
Milano Marittima suggests that from time to time it is better to stop and listen. You better stop and see what happens. It is better to ask why. "

Excerpts from the text of the exhibition, by Agata Polizzi

09/07/12

Family Business / 'These Peanuts are Bullets'

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Durante le riprese della performance della sua performance,  Julius von Bismarck è stato arrestato. Lui è il primo artista che (in teoria) dovrebbe inaugurare domani il progetto 'These Peanuts are Bullets', curato dallo spazio milanese Le Dictateur, e ospitato nella  Family Business Gallery* a NY.  L'artista, come si vede dal video,  è stato arrestato perchè frustava la statua della libertà.
Van Bismarck sta facendo un serie di performance documentate con video e foto che si chiama 'Punishment'. Queste prevedono la fustigazione di diversi elementi, naturali o simbolici. Quella della statua della libertà era parte di questo percorso di ricerca.
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Family Business Gallery ospita Le Dictateur con il progetto 'These Peanuts are Bullets'. 
Il progetto prevede una serie di interventi tra cui quello di Julius von Bismarck.  Gli altri artisti coinvolti: Julius Von Bismarck, Floria Sigismondi, Nico Vascellari,  Liz Magic Laser e Thomas Houseago.
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These Peanuts are Bullets is a five days long show  (July, 10th– 14th) by Le Dictateur, hosted by Family Business, Chelsea.
These Peanuts are Bullets is featuring works, publications, performances in a unique stream.
It consists in two different programs, depending on the hour of the day: everyday from 10am-6pm  the exhibition will focus on zines and artists’ prints displayed continuously, alternating solo shows with collective.
Every night, starting from 6.30 pm, a solo show's opening is taking place. Every artist invited has designed a special project for These Peanuts are Bullets.
The evening program is:
Tuesday, 10th | Julius Von Bismarck
Wednesday, 11th | Floria Sigismondi
Thursday, 12th | Nico Vascellari
Friday, 13th | Liz Magic Laser
Saturday, 14th | Thomas Houseago

Works and zines on show during the day by:
Apart Collective, Jacopo Benassi, Alva Bernadine, Elisabetta Claudio, Mario Conte, Roberto Cuoghi, Jacopo Emiliani, Matteo Ferrari, Pierpaolo Ferrari, Maurizio Maggiani, Ari Marcopoulos, Sebastiano Mastroeni, Maurizio Mercuri, MSHR, Umberto Nicoletti, Matteo Nuti, Elisa Ci Penagini, Federico Pepe, Marco Pietracupa, Elisabetta Radmanovic, Lele Saveri, Bennet Schlesinger, Lady Tarin, Nico Vascellari, Camilla e Giulia Venturini, Andrea Volta, Alberto Zanetti
These Peanuts are Bullets has been conceived and organized by Le Dictateur, project space Milan based. Le Dictateur is Federico Pepe and Pierpaolo Ferrari, and managed by Marta Papini.

*FAMILY BUSINESS is a new exhibition space initiated by Maurizio Cattelan and Massimiliano Gioni.


ACTING OUT / Maxxi / Migliora / Esposito / Cecchetti


Marzia Migliora, Capienza Massima meno Uno, Maxxi, Ph. G. Aloisi
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Foto report di ACTING OUT / Artisti italiani in azione
Marzia Migliora, Alex Cecchetti e Bruna Esposito
Maxxi, Roma
Tre giorni di performance dal 19 al 21 giugno 2012
La mostra durerà fino al  9 settembre 2012

Ha iniziato  il progetto Action Out - a cura di Anne Palopoli - Marzia Migliora (martedì 19 giugno). Il sup progetto, 'CAPIENZA MASSIMA MENO UNO', è un lavoro che riflette sul concetto di OCCUPARE una parola che significa nello stesso tempo lavorare, stare, protestare.
Marzia Migliora ha chiesto a 1000 persone di riempire fino all’inverosimile la hall del MAXXI lavorando sul concetto di capienza massima, unità di misura della resistenza strutturale di uno spazio, messa in relazione con la resistenza fisica atta a far crollare un sistema. La capienza massima diventa metaforicamente il limite, la soglia massima di sopportazione.

Bruna Esposito, Paesaggio, Maxxi, Ph. Cecilia Fiorenza
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Giovedì 21 giugno nella Piazza del MAXXI  Bruna Esposito ha presentato la sua performance: Paesaggio. La sua azione si è svolta con una Ape Piaggio piena di piante e fiori simile a quelle dei venditori ambulanti, che l’artista definisce “eroi della bellezza”.
Alex Cecchetti,  H Coreografia per nudi che si nascondono, Maxxi, Ph. G. Aloisi 
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Mercoledì 20 giugno per tutto l’orario di apertura del museo, alcuni danzatori nudi hanno attraversato  gli spazi del museo: visioni di una coreografia che vuole sfuggire alla rappresentazione e restare celata allo spettatore. E’ stata la performance di Alex Cecchetti, 'H Coreografia per nudi che si nascondono'.  
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Photo report ACTING OUT / Italian Artists in Action
Marzia Migliora, Alex Cecchetti e Bruna Esposito
Maxxi, Rome
Three days of performance from 19th to 21st June 2012
The exhibition will last until September 9, 2012

It has initiated the project Action Out – curated by Anne Palopoli – Marzia Migliora (Tuesday, 19th June). The support project, 'CAPIENZA MASSIMA MENO UNO', is a work that reflects on the concept of OCCUPATION, which at the same time means to work, to stay, to protest. Marzia Migliora asked from 1000 people to fill the hall of MAXXI up to its maximum capacity, a measure of the structural strength of a space, in connection with the physical strength, which would bring down a system. The maximum capacity, metaphorically speaking, becomes the limit, the upper threshold of endurance.

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On 21st June, in the hall of MAXXI, Bruna Esposito presented his performance: ‘Paesagio’. His action takes place with an Ape Piaggio, full of plants and flowers, similar to those sold by vendors on the streets, which the artist describes as the "heroes of beauty."

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On 20th June, throughout the opening hours of the museum, some naked dancers have passed through the spaces of the museum; visions of a choreography that wants to escape the representation and remain hidden from the viewer. It was the performance of Alex Cecchetti, 'H Coreografia per nudi che si nascondono'.
 

08/07/12

Angelo Sarleti / MAMMONA / Galleria Artra

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La sfida che si è posto Angelo Sarleti, per la sua mostra personale 'Mammona' alla galleria Artra (Milano), non è delle più facili: rappresentare e sublimare il sistema economico in e con la pittura. Il primo pensiero che è venuto in mente, entrando negli ampi spazi espositivi, è quello rivolto alle opere di LeWitt, Rondinone, Schifano, Perreno ecc. - per ovvi e formali motivi. 
Sarleti che mi spiega che in realtà i riferimenti da poter fare in questa mostra sono tantissimi, così come è molto lunga la lista di tecniche utilizzate per reallizzare questi grandi e piccoli cerchi: acquerello, encausto, wall painting, pittura ad olio, affresco ecc. 
La gestazione di questo complesso e affascinante progetto è durata 3 anni, durante i quali Angelo si è documentato su come dare un' 'umana' rappresentazione dell'attuale sistema economico. Dopo un breve ma dettagliata spiegazione, tutto mi sembra 'tornare': l'enorme cerchio rosso è la finanza (Murale), il dipinto a olio per terra simboleggia il potere delle banche, i cerchi blu (cera) e verde a parete sono rispettivamente le materie prime e l'industria. Piccolissimo il tondo del potere monetario: un cerchio di piombo con applicato sopra una foglia d'ora. Per terra, in pigmento viola, la forza lavoro. Le istituzioni sono di carta leggera colorata con acquerello...
A questa mappatura della ricchezza globale, Angelo ha applicato lo schema dell'albero della vita cabalistico che, per applicabilità - secondo l'artista - era la stuttura più idonea per questa complessa rappresentazione. 
Dico ad Angelo che la mostra è ineccabile però dovrebbe lasciare più spazio al 'non detto' o all'allusione. In effetti, l'aridità di molti concetti come spread, attivo tossico, bolla dei subprime, agenzie di rating, derivati ecc., si concentrano in questa grande rappresentazione in modo perfetto. Che la Mammona (tanto ingorda quanto invisibile) sia proprio la finanza? 
Fa quasi tenerezza in effetti la piccola forza lavoro, resa dall'artista con la polvere di pigmento viola.

Accanto alle opere pittoriche, una serie di disegni (che riprendono la struttura dell'Albero della Vita)  tre dei quali decicati ai tre curatori che hanno scritto i testi che accompagnano la mostra:Valerio Borgonuovo, Elvira Vannini e Marco Tagliafierro.
Chiude la mostra un video dove, i cerchi dell'economia sono rappresentati tutti delle stessa grandezza ma a misurarne il potere, questa volta, è la durata di apparizione. 


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The challenge that has arisen for Angelo Sarleti at his solo show 'Mammona' at Artra Gallery (Milan), is not the easiest one; to represent and sublimate the economic system in/with painting. The first thought that came into my mind as I entered the large exhibition space, was addressed to the works of LeWitt, Rondinone, Schifano, etc. Perreno. - For obvious, formalistic reasons.
Sarleti tells me that in reality there are many references in this exhibition, as it is long the list of techniques used for making these large and small circles; watercolor, encaustic , wall painting, oil painting, fresco etc..
The management of this complex and fascinating project lasted for 3 years, during which Angelo has been documented on how to give a ‘humane’ representation of the current economic system. After a brief, but detailed, explanation, everything seems to make sense; the big red circle is finance (Mural), the oil painting on the floor symbolizes the power of the banks, the blue and green circles on the wall (wax) are respectively the raw materials and the industry. Restricted and small the circle of the monetary power; a circle of lead with a golden leaf applied over. On the floor, purple pigment for the workforce. The institutions are represented with a light-colored watercolor paper ...
For mapping this global wealth, Angelo applied the kabalistic diagram, tree of life that in terms of applying it – according to the artist - was the most suitable for this complex representation.
I say to Angelo that the exhibition is impeccable, however, he should leave more room for the 'unsaid' or the allusion. In fact, the cynicism of many of the concepts, such as spread, active toxic subprime bubble, rating agencies, derivatives, etc… focus on this great representation in a perfect way. That Mammona (as greedy as it is invisible) is the finance?
It is actually rather endearing the representation of the small workforce, by the purple pigment powder.

Next to the paintings, a series of drawings (which follow the structure of the Tree of Life), three of which are dedicated to the three curators who wrote the texts of the exhibition; Valerio Borgonuovo, Elvira Vannini and Marco Tagliafierro.
The show is concluded with a video, where the wheels of the economy have all the same size, but where the duration of appearance is now the measure of power.