12/07/12

Pics from Monotono / Alberto Tadiello / HYPER


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Alberto Tadiello  
Hyper, 2012 / Pannelli in mdf, profilati metallici, cavi, lampadine  

Hyper_01 330 x 200 x 40 cm  
Hyper_02 240 x 240 x 40 cm  
 Hyper_03 360 x 240 x 50 cm

Hyper è un ciclo di tre lavori che seguono tre differenti raggi di curvatura.
I lavori aprono una raggiera di cavi, disegnano una fascia di linee che vanno ad aggrovigliarsi e innervarsi nelle parti centrali, acquisendo un’aggettanza spaziale e una tensione scultorea.
Le strutture, fissate a muro, stiacciate e insistite, sono completamente attraversate dalla corrente elettrica. Dichiarano la complessità esecutiva che le segna e la loro secca preziosità.
Hyper non espone nessun tipo di funzionamento se non nella possibilità di essere acceso: irradia nello spazio un alone di luce e di calore.
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Hyper is a series of three works that follow three different circles of rays.   The works open a circle of cables and draw a range of lines that lead to the central point of each work, creating a tension and a spatial, as well as, a sculptural perturbation.   
The structures, persistent, are fixed onto the walls and are run by electric current. These structures declare their complexity of construction and their apparent preciousness.   Hyper does not disclose any kind of function, except for the chance to be lit: radiating throughout the space an aura of light and heat.   

Alberto Tadiello / HYPER
Vicenza
fino al 29 settembre 2012 
gif maker 


Immagini tratte dalla fanzine prodotta in occasione della mostra di Alberto Tadiello a Monotono
 

23 commenti:

  1. Fatemi capire, tutto sto "pavone" di fili e cavi e retorica da scienziato e poi si accende e si spegne e basta? Gesù

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  2. Le immagini tratte dalla fanzine forse avrebbero dovuto 'leggersi' dippiù nel lavoro finito. Lo rendono più interessante

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  3. cavolo ci voleva il signor Tadiello e una intera mostra per farci capire che se colleghi delle lampadine alla corrente elettrica si accendono !
    questo lavorucolo sorprende per paraculaggine e scarsità di inventiva, è sintomo evidentissimo della becera industria culturale in cui Tadiello non è che uno dei tanti "gggiovani artisti". Inanzitutto è identico ai lavori precedenti alla Querini e varie mostre in Italia, ripropone pari pari quell'estetica del cavo elettrico, elettricità-scultura, che ha caratterizzato i lavori che lo hanno reso noto. Il grave è che nei lavori precedenti, quello sulle maree di Venezia ad es., alcune macchine celibi (tipo quella con i carillon, il lavoro a Perarolo), vi erano degli spunti interessanti per quanto non originalissimi (quanto non è Tadiello in fin dei conti un surrealista che ha scoperto l'elettricità??) rapporto uomo-natura-tecnologia. Qui invece siamo al trito e ritrito lavoro di conferma (tipico sintomo dell'industria culturale): ci (o meglio, ad alcuni piace) perchè ritroviamo la sicurezza dei lavori precedenti, quella variazione sul tema che è in realtà
    scarsità di idee (vedasi Arienti, Kosuth, Garutti, Airò, Paolini - per limitarsi all'ambito Iuav) E con questo commento non voglio distruggere il lavoro di Tadiello per se, ma farne notare i punti deboli che rispecchiano, in parte problematiche ben più ampie che affliggono le arti visive oggi.

    Concludo con questa perla di "tautologia onanista":

    Hyper non espone nessun tipo di funzionamento se non nella possibilità di essere acceso: irradia nello spazio un alone di luce e di calore.

    grazie, ma per 30.000 lire il mio elettricista lo fa meglio.
    (cit. mod. Aldo, Giovanni e Giacomo - Tre uomini e una gamba)

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  4. Compito a casa: leggete il commento di Anonimo 12/7/2012 21.18 e pensate che lo abbia scritto per Dan Flavin cinquant'anni fa.
    La somiglianza poi con la retorica di LR è impressionante. Sei il suo sostituto estivo?

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    1. non sono il sostituto estivo di nessuno,invece di trovare somiglianze fra me e LR perchè non rispondi in maniera esauriente al mio commento ? Sicuramente la mia critica è applicabile al lavoro di Dan Flavin OGGI, non cinquant'anni fa. cos'è Dan Flavin oggi ? uno che semina neon in giro per il mondo, che attualità ha il lavoro di Flavin oggi ? quasi nulla. è stato cristallizzato in un modernismo estetizzante e infinitamente riproposto nei circuti museali mondiali. Lo stesso è accaduto per tutti i movimenti emersi dopo il post-espressionismo e lo stesso è avvenuto in scala molto minore per Tadiello e accade per la gran parte degli artisti una volta affermatisi a livello internazionale.
      Dan Flavin faceva parte di un contesto ben preciso e ha vissuto un'epoca totalmente diversa -minalismo, arte concettuale, arte povera ecc. erano ancora "rivoluzionare" e operavano un ultimo barlume di critica istituzionale. Io parto dal punto di vista del 2012 ed è quantomai evidente come questo lavoro (di Tadiello) a) non aggiunga niente al percorso personale e artistico di Tadiello b) non aggiunge neanche uno 0,00000 a un morente dialogo sullo stato dell'arte in Italia e nel mondo.

      Ripeto ancora una volta, i primissimi lavori di Tadiello avevano delle intuizioni accattivanti, questo lavoro sembra più un lavoro frettoloso o di conferma, per aggiungere una linea in più al cv, per ricordare al pubblico la propria presenza ecc.. ed è un dispiacere ma sinceramente mi aspettavo molto di più !

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    2. Raccogli le lacrime per Tadiello e cerca di risavire per Dan Flavin e per tutto il modernismo estetizzante che è il fondamento dell'arte occidentale del novecento.
      Ovviamente, senza nessun paragone possibile con il tuo paladino che con questa mostra ti ha spezzato il cuore, volevo evitare di leggere stupidaggini contro l'arte da elettricisti, cose degne Vettese & Bonami & co.

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    3. Clara,
      io dico che questa mostra è poca cosa - un nulla fatto fra amici della famiglia iuav - zangrando - garutti - vettese.
      Dan Flavin è ormai lettera morta, meraviglierà forse qualche curatrice 50enne verso la menopausa ma non si può certo parlare di contemporaneità di Dan Flavin. Il mio paladino chi sarebbe?
      leggiti un paio di libri sull'arte concettuale prima di fare commenti spiacevoli comunque. L'arte concettuale ha fallito nella sua premessa di ridurre ai minimi termini l'esperienza estetica, l'arte d'oggi è di per so post-concettuale perchè
      ha fatto proprie e superato le premesse dell'arte concettuale stessa. Di certo l'arte d'oggi è in dialogo con le modalità espressive introdotte dall'arte concettuale ma costituisce anche un tentativo di superarle.
      Sinceramente ho poca stima del lavoro curatoriale e critico di Vettese e Bonami.
      E ancor più irritante è chi mi parla nel 2012 di difendere Flavin e compagnia. Il novecento è passato, se ti piace l'archeologia modernista iscriviti a lettere moderne o a qualsiasi corso di storia dell'arte delle università italiane in cui si discute ancora di Pollock!

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    4. Vedi, la tua informata ignoranza è molto interessante perchè rappresenta in pieno una superficialità compiaciuta mista a un'arroganza 'presentista' senza nessun fondamento, ed è oggi molto comune. L'ultima volta che ho letto e sentito di 'è morto questo' 'è morto quello' erano i tempi del punk e quelli che andavano in giro con 'no future' sul chiodo ora ricomprano i loro dischi su ebay. Ma se l'arroganza imbelle, da web o da bar, ci sta nel tuo quadro sociale e cronologico, è più avvilente vedere che ancora, dopo più di quarant'anni, la 'lezione' concettuale, cioè proprio il senso e non le forme della pratica, non hanno ancora attecchito nella tua e probabilmente quindi in moltissime altre teste da accademia e non solo. Non è sicuramente colpa tua, libri decenti non se ne trovano, docenti decenti forse anche meno, e così la cultura contemporanea arretra a livelli mai visti e ci troviamo ancora chi ha dubbi sull'estetica del modernismo o pensa di spegnere Dan Flavin togliendo la corrente. Credi che il novecento sia passato e ancora non ne hai capito metà... Buona lettura del calendario.

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    5. mi sa che tu hai bisogno di imparare a leggere i commenti.

      "la 'lezione' concettuale, cioè proprio il senso e non le forme della pratica, non hanno ancora attecchito nella tua e probabilmente quindi in moltissime altre teste da accademia e non solo"

      io ho detto esattamente il contrario:

      l'arte d'oggi è di per se post-concettuale perchè
      ha fatto proprie e superato le premesse dell'arte concettuale stessa. Di certo l'arte d'oggi è in dialogo con le modalità espressive introdotte dall'arte concettuale ma costituisce anche un tentativo di superarle.

      ed è inutile che idolatri Dan Flavin, ormai è lettera morta, è un modernismo sempre uguale a se stesso. e non dirmi che non ho capito l'arte concettuale, l'ho respirata da vicino e ho avuto fior fior di docenti fra artisti e teorici che hanno avuto rapporti con l'arte concettuale. dico solo che oggi dobbiamo spostarci oltre e non limitarci alle dietrologie retrospettive. ormai l'arte concettuale è stata fagocitata da tutta una serie di modalità espressive ecc. e qui il punto non è Dan Flevin ma la pochezza della mostra di Tadiello.
      goditi il tuo dams e il tuo presappochismo da espressionismo astratto, avvocatina del contemporaneo e dell'industria culturale.

      p.s.
      Leggiti un po' di Adorno invece di sbavare su Flavin..

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    6. confermi la mia pietosa previsione. Sei utile comunque proprio come modello statistico medio. Ti preferisco a LR che ormai è trincerato dietro una sua serie di pseudoassiomi grotteschi e da lì non ne esce, come dalla sua cameretta, probabilmente.

      Nell'arte non esistono lettere morte, esistono teste morte che non riescono a unire due concetti senza tremare. L'arte concettuale non è stata fagocitata proprio da nulla ma, sono d'accordo con te, Tadiello con questa non c'entra nulla e non ha sicuramente preso la strada giusta per esistere anche se, in fondo, non disegna male.

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    7. ma sono d'accordo anch'io con la possibilità infinità di riattualizzare le opere d'arte del passato, a mio avviso la storia dell'arte comincia ad ogni sguardo.. (come direbbe qualcuno). sono un estimatore dell'arte concettuale, dico solo che Dan Flavin non rientra fra le persone che oggi salverei del gran baraccone del contemporaneo. ho capito che fra tanti maiali non si butta via niente, ma piuttosto salviamone altri! :)

      p.s. non credo che per la formazione che ho avuto di essere una persona nella media in quanto a conoscenza dell'arte contemporanea

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  5. sono allibito di fronte al grado di idiozia e pretenziosità di questi lavori. Molto meglio i primi lavori di Tadiello, quando era giovane. Uno spreco assurdo di energia (tanto per contraddire alcune urgenze del presente) in un vanitoso dispiegarsi di cavi, a mo di galletto vanitoso.

    Questi sono i risultati di un sistema italiano che prima NON sa formare gli studenti, poi li compiace e li raccomanda in ogni modo per dimostrare che il sistema funziona e che poi li abbandona al mantenimento della Nonni Genitori Foundation. Ricordo che Tadiello vinse il premio Furla. Ricordo la sua presenza sistematica in 1000 mostre a caso, in italia, e senza motivo se non la raccomandazione sistematica.

    Quello che manca è un sistema critico che parta dalla fase formativa e permanga anche dopo: questo permetterebbe a questi artisti -semmai di base bravi- di ottimizzare il proprio lavoro ed essere autosostenibili. E quindi persone realizzate. Queste opere invece sono una buffonata che hanno come prima vittima lo stesso Tadiello.

    LR

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  6. Sarà sicuramente uno spreco inutile e anche un pò forzato di energia(giusto per inserire qualche "effetto speciale"), ma visivamente é molto accattivante, nel senso che ha un impatto estetico immediato.
    Per quanto riguarda il "ripetersi" penso che questo sia un lavoro consequenziale a quelli precedenti, ossia un continuare coerente sulla propria strada. I cambiamenti non sempre sono repentini e se si cercano ad hoc per accontentare critica e pubblico rischiano di essere effimeri e vuoti, meglio un'evoluzione lenta, ma onesta, che farsi venire ogni volta "l'idea"; e anche se sì continuasse così per sempre chi se ne importa!(G.Morandi insegna….)

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  7. L'idea OGGi di cercare un impatto estetico accattivante proponendo lampadari a parete, così pretenziosi, mi sembra veramente stucchevole. Mi viene da parlare di Ikea evoluta. Che senso hanno queste creste???

    Il suo lavoro dei primordi era basato sulla declinazione di alcune intuizioni di Cartsen Nicolai. Ricordo forse il suo picco con una mostra a Venezia, forse alla Querini, con tanti cavi neri che "trasformavano" la frequenza elettrica delle prese di ogni stanza.

    In questo caso siamo veramente allo spreco e alla ruffianeria estetica gratuita. Sembrano i risultati di un artista giovanissimo sovraesposto in italia che per proseguire tenta di andare sul sicuro. Non vedo altro che lampadari pretenziosi. Questa scelta, questo progetto, è estremamente distratto e non rispettoso del presente e della contemporaneità. Presenta quasi una volgarità fighetta nascosta.

    LR

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  8. ..in merito al commento che parla di coerenza di percorso, devo smentire ciò.
    Ricordo alla t 293, nel 2010 tadiello presentò una variazione di tema (quello con lame tipo mani di forbice), caduta completamente nel dimenticatoio.
    Ecco oggi un tadiello che ritorna sui propri passi.

    http://www.t293.it/exhibitions/alberto-tadiello-adunchi/

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    1. Sì me lo ricordo quel lavoro, ma io l'ho visto a una mostra all'Hangar Bicocca, ad ogni modo anche qui ritrovo la sua mano; non solo perché non ci sano cavi e lucette vuol dire che non sia coerente al suo lavoro.. Almeno io continuo a vedere una linearità di intenzioni.

      Per L.R. capisco che di questi tempi parlare di estetica, o peggio ancora di bello, suona come una bestemmia, ma se questa categoria estetica é funzionale al fine dell'artista perché deve essere rinnegata? Se si vuole essere maliziosi si può dire che c'é un ragionamento furbo nell'utilizzarla, ma nel lavoro in oggetto la furbizia la sento molto meno presente di tanti lavori sterilmente concettualoidi volutamente brutti per non correre il rischio di non essere a la page con i rigidi dogmi "dell'Arte contemporanea"(a mio parere sempre più anacronistica e chiusa in se stessa e nelle proprie credenze).

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  9. che brutti coloro che hanno saputo solo formare e promuovere Tadiello a prescindere, senza alcun confronto critico. Purtroppo in Italia una certa idea di"famiglia chiusa e morbosa" si infiltra in ogni settore facendo perdere ogni spirito critico, esattamente come una madre che matrigna difende sempre e comunque il proprio figlio.

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  10. secondo me c'è una coerenza di fondo, anche fin troppo evidente, questa è una variazione sul tema che si ferma però alla superficie rispetto ai lavori precedenti. In che modo creare delle composizioni di luci che ricordano le corolle di un fiore può costituire una riflessione sul rapporto uomo/natura/tecnica che aveva caratterizzato il primo Tadiello? a mio modesto avviso qui rischiamo di atterrare nel scivoloso terreno del "product design decontestualizzato", immaginate questi lavori in una fiera di design, calzerebbero a pennello...
    Ripeto ancora una volta, io ammiro molto Tadiello e gli auguro tutto il bene per la sua carriera artistica, voglio essere critico nei suoi confronti per spronarlo a rivedere i punti deboli del proprio lavoro. e spero che lui abbia modo di leggere questi commenti e magari rispondere in maniera sincera. (dubito fortemente lo farà)

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  11. tutto brutto per LR, sopratutto brutta la sua vita, sempre arrabbiato, pronto a vedere raccomandazioni e favoritismi ovunque, che noia, Elena fossi in te toglierei la possibilità di commentare perchè tanto è uno strumento che serve solo a dare libero sfogo al frustrato di turno, sempre anonimo. questi commenti non aggiungono nulla al lavoro di Tadiello.
    mi anonimizzo anche io.
    abbracci

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    1. bè dimmi allora perchè questa mostra ha qualche valore ?
      certo Luca Rossi è una persona senza stile e dice quelle tre quattro scemenze (ikea, nonni genitori foundation) però gli fa comodo quando gli danno spazio su flash art ecc.. quindi 'o sistema non gli fa completamente schifo...
      diciamo che luca rossi è quello che il sistema italia si merita nella sua pochezza. e questa mostra? fra un mese ce ne saremo dimenticati e tutti felici e via!

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  12. dimenticavo una cosa, questa roba della nonni e genitori foundation che ha inventato LR è la cosa più becera, stupida e insultante che poteva dire.

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