14/02/12

How much? Alcune considerazioni di Massimo Minini...

Massimo Minini, - Foto: Renato Corsini 
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Vi ricordate il The Best 2011?  Ho chiesto a una serie di galleristi di segnalarmi la mostra che ritenevano tra le migliori dell'anno passato. Nel post della Galleria Pantaleone, si è creato un fitto botta e risposta tra molti commentatori. L'ultimo è stato scritto dal gallerista Massimo Minini

"Bè, incredibile...io segnalo come "best" Brancusi/Serra da Beyeler e non ci sono commenti. Pantaleone segnala una sua artista e si scatena un putiferio di 50 risposte...la prossima volta segnalo Alberto Garutti, tra l'altro menzionato nell acceso dibattito-Galegati....
Ma, a parte le battute, forse la domanda non è perche? Come mai? Quando? Forse la vera domanda è :Quanto?
Si perchè la fama, la fortuna, quella carriera negata e qui invocata, attraverso questa parola passa : quanto? In inglese : how much?
Tutti parlano, criticano, accusano, spiegano ma chi tira fuori i soldi per aiutare Galegati, Gabellone e tutti quanti. Fondi indispensabili per vivere e lavorare e sentirsi sicuri di se e del proprio ruolo?
Qualche anno fa ho conosciuto Paladino e DeMaria, 1976, due emigranti senza arte nè parte. Piccoli lavori, ancora crudi. Li ho visti crescere, ho visto crescere il lavoro man mano che arrivava il successo. Incredibile anche il lavoro migliorava a vista d'occhio.
Per questo, visitata la mostra di Stefania - Luglio, Palermo, 2011  - ho acquistato due dipinti. Galegati non espone da me, non ho obblighi, non la conosco. Ciao, come va ? Niente di più. Ma questa serie di nuovi dipinti mi è piaciuta proprio, un salto. E allora basta una pacca sulle spalle? No dobbiamo metterci la faccia, non criticare e basta, niente consigli, niente polemiche.
Meglio, per la causa, chiedere: Quanto? Più concreto, uno si sente meglio. Fatti, non parole. Se vi piace il suo lavoro, se volete sostenere lei o altri, se volete far volare l'arte italiana, invece di litigare chiedete: how much? Tutto qui."

18 commenti:

  1. Ragionamento encomiabile, complimenti a Minini.

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  2. stefania galegati shines14 febbraio 2012 alle ore 11:09

    Chapeau.

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  3. non posso saperlo con certezza (anche perchè in molti casi non si sa chi siano), ma ho come l'impressione che per tanti tra coloro che commentano in questo blog, a partire dal sottoscritto, il "quanto" sia spesso comunque "troppo"... però, Stefi, lo sai che ti voglio tanto bene lo stesso... e poi anche secondo me gli ultimi quadri sono più belli!

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  4. Senza entrare nell'acceso dibattito....
    la "verità" di Minini è un'accozzaglia di luoghi comuni: "non perchè? ma quanto?" "emigranti senza arte ne parte" "mi è piaciuta" "metterci la faccia", per giustificare una domanda semplice, accomodante e deresposabilizzante che attesta ancora una volta l'addobbato infingimento consolatorio e di caleidoscopico intrattenimento sociale dell'artworld....è la consapevolezza di essere fuori dal tempo e dallo spazio "scenico".

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  5. Io credo che il bravo e attento Massimo sia stato sospinto da un certo commento apparso su Artribune..dove si parlava di Paolino. Bene. Ce ne fossero di galleristi come Minini, soprattutto tra le nuove generazioni di galleristi italiani.

    Quanto? Quanto Valore? E' sufficiente dire "mi piace lo compro"??? O si deve iniziare ad argomentare il QUANTO??? Questa frase (mi piace lo compro) presuppone un sistema occidentale oggi in agonia (e non lo dico polemicamente il sistema occidentale globale è il migliore dei mondi possibili perchè l'unico che si è determinato).

    sapete il mio nome :)

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  6. La generosità, non solo intellettuale, di Minini offre a molti galleristi (in difficoltà econonimiche o semplicemente esistenziali), se non un metodo (non esistono metodi nell'arte contemporanea) almeno una chiave di lettura per pensare e proporre nuove mostre-artisti-progetti. Grazie Massimo Minini... ce ne fossero tanti come te!

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  7. Interessante perchè gli ultimi dipinti di stefy (come la chiamate voi...ma il sistema italiano è una piccola famiglia infelice) sembrano la pittura di paolino chiasera....per teribbbile.

    :)

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  8. Minini cio' che sostiene è paradossalmente interessante . In sostanza possiamo riassumerlo cosi': chi paga il biglietto di ingresso è autorizzato a dire la sua altrimenti, silenzio. Insomma è come trovarsi, al venerdi' sera,sulla soglia di un club per persone arrivate che ce l hanno fatta ma, senza i requisiti, non è consentito l'ingresso e se disobbedisci il buttafuori che vigila te le suona.
    Per carita' se proprio vogliamo fare tanto di capello (come la nostra gentile Galegati, riconoscente, fa) Lei sicuramente lo merita, in omaggio alla sua disinvolta sincerita' nel sanzionare cio' che si puo' commentare (e celebrare?) e cosa lo sia...meno .
    Certo, i cinquanta commenti erano rumorosi e sicuramente gravidi di quelle piccole rivalse che la quotidianita' offre per sentirsi una volta tanto "forti e sicuri" ma se la memoria non mi inganna, credo che anche lei , nel penultimo flash Art , insieme all'esimio Gran Direttore Politi non avete esitato ad assumere i medesimi atteggiamenti nello "stropicciare" di troppo lo scrittore Aldo Busi reo di avere promosso la carriera di un suo favorito "artista".
    Buona sera
    Lorenzo Marras

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  9. Minini fa un po' ridere. Ok quanto. Ma quanto costano i dipinti della Galegati, pochi anni fa un dipinto di Roccasalva fu offerto a basilea a 40.000 Euro......forse prima di fare il brillante Minini e i galleristi dovrebbero fare esame di coscienza, perchè la crisi di oggi del mercato dell'arte contemporanea poteva essere evitata senza prendere in giro la gente negli ultimi 15 anni; con quello che potremo chiamare caso P-ART-MALAT.

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    1. baaaaaaasta LR, non fa né ridere né riflettere questa reiterata idiozia. Cambia cliché santamadonna

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  10. Quanto? ma soprattutto a quanto la rivendi la nostra Galegati? e dopo il quanto necessariamente 'a chi'? Minini ha ragione nel dire che l'unico vero impegno che si può chiedere a un gallerista è garantire la sopravvivenza dell'artista. Ma se il culto del Quanto si estende anche ai collezionisti, questi cominceranno solo a parlare di risultati d'asta, cosa che tragicamente già fanno. Il mondo del Quanto è assai scivoloso, specie se si ferma subito in qualche magazzino...

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  11. Quanto? ma soprattutto a quanto la rivendi la nostra Galegati? dopo il quanto necessariamente 'a chi'? Ma se il culto del Quanto si estende anche ai collezionisti, questi cominceranno solo a parlare di risultati d'asta, cosa che tragicamente già fanno. Il mondo del Quanto è assai scivoloso, specie se si ferma subito in qualche magazzino...di Brescia...

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  12. Torniamo a Minini e alle opere d'arte:

    Prendo un artista della sua galleria, Stefano Arienti:

    http://www.galleriaminini.it/artists/stefano-arienti-2/

    Qualcuno è in grado di argomentare la differenza fra queste opere e alcune fotografie di paesaggi che possiamo trovare all'ikea? O vogliamo dare per scontato che queste opere costino 10.000 Euro l'una? Questo valore da cosa è dato? Conta il CV? Conta l'autorevolezza di Massimo Minini??

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  13. Non si capisce perchè nell'arte contemporanea si voglia sistematicamente evadere la questione prezzo delle opere che mi sembra (al di là di ipocrisie idiote e anacronistiche) al centro del mercato e del sistema. Se non si affronta diversamente questo nodo il mercato continuerà a crollare.

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  14. Ma quale nodo? ma che dici? il valore delle opere lo dà la storia, il tempo, la cultura, non il NASDAQ. Se vuoi fare trading specula sulle aziende, lascia perdere l'arte, non hai sicuramente né tempo né fiuto per fare degli affari.
    Ridurre a "how much" o meglio al "zel custa?" è proprio quello che ci ha ridotto a leggere idiozie come la tua.

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  15. La storia, il tempo e la cultura quindi hanno determinato che il dipinto di un giovane debba costare 40.000 Euro????

    Queste tre identità non sono persone. Non pensi che forse servano critici, persone, che argomentino le luci e le ombre di un 'opera rispetto al presente e alla storia? E dove sono in italia questi CRITICI????? Chi fa la storia e la cultura?????

    La cultura era quello scempio indegno di Arte Fiera 2012??? Che sembrava una sorta di Ikea dove qualcuno avesse truccato con rossetto e mascara gli oggetti????

    Perchè iniziative intelligenti come Sentimiento Nuevo finiscono il giorno dopo il dibattito? Perchè non si riesce a passare dalle parole ai fatti? Io credo che freghi poco a pochi...e quei pochi ubriacati di esterofilia e precarietà fanno poco, compiacciono tutti, nella speranza di avere qualche briciola...qualche mostrina da curare nel quartierino milanese....

    Nessuno ha la verità in tasca, la mia opinione è solo una TESI grezza...servirebbe un confronto critico aperto e leale per trasforare tante tesi grezze in una sintesi efficace.

    sapete come mi chiamo. ciao

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