13/12/11

La scultura/leva che...vi solleverà il mondo!

 
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Avete tempo fino a metà gennaio circa per portare un oggetto nello spazio O' di via Pastrengo per il progetto ...e vi solleverà il mondo*. Quattro gli artisti 'costruttori': Simone Berti, Sergio Breviario, Samuele Menin e Alessandro Roma. Prendendo a prestito il motto di Archimede -  "Da mihi ubi consistam, terramque movebo" (Datemi un punto di appoggio e solleverò il mondo), -  gli artisti, non senza ironia, invitano ad interpretare l'oggetto 'piedistallo' come scultura da utilizzare. 
Nello spazio oltre una ventina di sculture/leve, tutte dipinte di bianco o composte da materiali bianchi, pronte per ospitare gli oggetti/mondo che il pubblico - sicuramente divertito - porterà in questi giorni nello spazio. 
Sono rimasta nello spazio per circa un'ora, e tra i visitatori è spuntato qualche oggettino: un anello a forma di teschio, una capretta di plastica, un maiale di gomma, una mela, delle farfalle di plastica. 

Fabrizio Affronti, Barbara Meneghel and Edoardo Osculati, Simone Berti, Elisabetta e Francesca Forte
 Sergio Breviario e Marco Belfiore, Martina Angelotti e Anna de Manincor, Alessandro Roma e fratello, Samuele Menin

34 commenti:

  1. una bella mostra di cinquant'anni fa

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  2. Mostra deludente e si son fatti in "quattro" per metterla su.

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  3. peccato non ci sia nessuna forza resistente e nessun movimento quindi un tavolo/base/punto di appoggio non può considerarsi una leva . epic fail .
    1b

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  4. in nessun caso un punto di appoggio può considerarsi una leva... un punto di appoggio è un punto di appoggio, una leva è una leva. La leva viene appoggiata sul punto di appoggio o fulcro. Maggiore è il rapporto tra i due bracci della leva, minore è la forza da applicare per sollevare un peso x.
    In effetti, tecnicamente il titolo potrebbe essere impreciso, ma non importa, il concetto è chiaro lo stesso.

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  5. Che Nicola l'abbia vista o meno non è importante, tanto la mostra non è finita, mi pare di capire. Altre cose succederanno e altri oggetti si accumuleranno con nuove interazioni.
    Non è una mostra ma un esperimento in progress. Nicola ha ragione, se fosse solo una mostra sarebbe deludente, peccato che Nicola non abbia capito un'emerita.

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  6. - In effetti, tecnicamente il titolo potrebbe essere impreciso, ma non importa, il concetto è chiaro lo stesso. -

    sì in effetti è chiarissimo che il concetto stante alla base della mostra sia sbagliato .
    1b

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  7. Il piglio era anche interessante; ma se poi facciamo BASI LEZIOSE che vogliono ammiccare evidentemente all'opera, l'opera che viene messa sopra è solo una scusa...o mi sbaglio? Quindi ogni base+opera vive sopra un'ipocrisia...

    Il risultato poi. Soliti feticci; e poi questo dimenarsi dentro cidici stantii: ora, visto che l'opera "non funziona più" passiamo alle basi...poi domani ai muri e poi..? Non c'è capacità di andare a fondo, di percepire il presente.

    luca rossi

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  8. Cia Luca,

    Non ho ancora visto la mostra ma da quello che leggo mi pare che la retorica sia assolutamente vicina alla tua. Solo apparati espositivi da riempire ciclicamente con oggetti tra loro assolutamente eterogenei: nessun discorso, nessun concept, nessuna tensione formale, il nichilismo più assoluto.
    Ho sempre pensato che le tue critiche andassero in questa direzione, e una volta tanto che questo aspetto viene platealmente ammesso ti smarchi ancora?

    CP

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  9. Il nichilismo nasce da una consapevolezza e quindi in sé è già un superamento della stasi. In questo caso mi sembra invece che si affoghi nel consueto rococò contemporaneo dove ancora si crede di poter parlare di 'scultura' e di 'piedistallo'.
    Mi sembrava che Manzoni ci avesse meravigliosamente liberato del problema, ma forse a qualcuno è sfuggito. Un po' come la faccenda del dito e della luna. Continuiamo a inseguire la nostra ombra a kilometraggio illimitato.

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  10. Ciao Wanda,

    Non voglio essere pedante, ma se non ricordo male dal piedistallo ci avevano "meravigliosamente liberato" già qualche decennio prima di Manzoni.
    Mi dai coordinate della tua definizione di nichilismo, perchè io proprio non mi ci ritrovo?

    CP

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  11. Le mie critiche vanno nella direzione di proporre una tesi grezza che attende un 'antitesi, per arrivare ad una sintesi. Solitamente ci si ferma alla mia tesi grezza che quindi rimane e permane, anche in modo spiacevolmente ingombrante.

    In me non vedo questo nichilismo: c'è critica, progettualità (ma su questo si tende a censurare, chiaramente) e un rinnovato interesse per un "corpo a corpo" con il pubblico. Il nichilismo è negli occhi di chi guarda, e solitamente in italia guardano SOLO gli addetti ai lavori e quindi si tende a ridimensionare sempre, o non approfondire, per limitare un collega-competitor. Questa cosa è molto italiana, preferiamo il successo di un francese a quello di un italiano: questo rassicura la nostra mediocrità.

    luca rossi

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  12. questa non è una mostra :)

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  13. Ciao CP,
    pensavo al Socle du Monde ovviamente come ultima e definitiva riflessione sulla faccenda. Tu hai qualche altro lavoro precedente con la stessa azzerante potenza?
    Tornando alla 'mia' definizione positiva di nichilismo: è consapevolezza dell'inutilità della cosa in sé. Non vedo la stessa lucidità programmatica in questa perenne ammuina artistica, mi sembra che abbia un valore minore di una partitella di allenamento contro il muro di casa. Ma è solo una sensazione...

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  14. wanda, per caso sei un'artista e per caso ancora usi oggetti preesistenti nelle tue opere?
    attenzione, ci hanno liberati decenni fa anche dal ready made ma ancora oggi si cuntinua a utilizzarlo in tutte le sue forme.
    e prima ancora ci hanno liberati anche dalla scultura/pittura ma si è continuato a fare scultura e pittura, per fortuna.
    essere passati oltre significa anche avere maggiore consapevolezza e non paura di usare ready made, scultura, pittura e neanche il piedistallo.
    lr, cosa intendi per corpo a corpo? un'interazione tra artista e pubblico in che senso? mi puoi fare un esempio pratico?

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  15. Mi dispiace inserirmi in una discussione su una mostra che non trovo interessante secondo i miei parametri personali e quindi che si poteva anche evitare di recensire (ma lo si fa per amicizia è comprensibile), ma Luca Rossi questa volta mi ha regalato un perla e non posso non approfittarne:
    1. "progettualità (ma su questo si tende a censurare, chiaramente)": Quando mai ci hai portato una progettualità? Guarda che non se ne è accorto nessuno. Se poi ci vuoi dare a bere che con tutti gli attacchi (anche ingiusti e disinformati) che hai portato avanti in questi anni, quello che ti hanno censurato è proprio la progettualità....
    2. "una tesi grezza che attende un 'antitesi, per arrivare ad una sintesi". Trova il modo di creare uno spazio pubblico diverso da whitehouse e più dinamico nella possibilità di interazione e più chiaro dal punto di vista dei contenuti e lì contribuirò volentieri se sarà necessario a studiare un'antitesi concreta su una tua tesi grezza. Pensaci (nel senso pensa a noi) e smettila di lagnarti perchè sei tu che stai diventando poco chiaro con questa lunga serie noiosissima di categorie interpretative (ikea evoluta etc.). Meglio una storia dell'arte per artisti, opere, o categorie? Io preferisco le opere (quelle importanti) tu?

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  16. a me sembra un'operazione interessante. il problema semmai è non si percepisce che cosa sia stato messo "in mostra", non le sculture piedistallo, non le opere oggetti dei visitatori, forse non è importante nemmeno l'insieme che si viene a formare tra le due. allora forse l'interazione tra ideatori e pubblico, una specie del corpo a corpo di cui parlava lr? anche se un corpo a corpo pacifico...

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  17. ..se l'avessi fatta io, sarebbe stata interessante comunque?

    Anonimo

    per i prossimi report, propongo di omettere titolo luogo e artisti e vedere l'effetto che fa. dai.

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  18. A me pare che si stia valutando il visibile e ci si dimentichi dello spirito che sta dietro l'iniziativa. E' vero, spesso e per partito preso siamo indotti a pensare a chissa' quali intenti promozionali si celino dietro qualsiasi iniziativa e tuttavia, non sfugge in questo caso che si invita chiunque a portare un oggetto da casa propria, che puo' anche essere un qualcosa a cui si è legati sentimentalmente, ad esempio. Ma piu' che un oggetto, azzardo pensare a cio' che lo stesso rappresenti per il suo proprietario ed ecco, qui, spiegata (forse) la locuzione ""e Vi sollevera' il mondo" perche' cio' che qui si realizza è in sostanza una CONDIVISIONE di esperienze. Artista e pubblico, INSIEME e per una volta NON separati da un rapporto di mera sbrigativa fruizione a cui per abitudine ci siamo assuefatti.
    La lettura che darei all'evento è questa perche' a mio giudizio l'intento non è esporre ma condividere.

    I miei sinceri auguri ai partecipanti all'evento.
    Buona serata.
    Lorenzo Marras

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  19. - Artista e pubblico, INSIEME e per una volta NON separati da un rapporto di mera sbrigativa fruizione a cui per abitudine ci siamo assuefatti. -

    peccato che qui non ci siano né gli artisti (opere non pervenute) né il pubblico (coincide con gli stessi artisti e i loro amici o sostenitori più prossimi) . manca anche una sorta di condivisione e scambio con gente estranea come può essere l'usanza dello scambio random di doni in piazza il giorno di natale . inoltre non credo che nessuno rischi qualcosa a cui è sentimentalmente legato per questa evenienza, basta vedere il campione di roba trash giunta all'inaugurazione composta di regali indesiderati e roba dimenticata quando non prossima alla decomposizione (mela, pizza, banana etc)
    1b

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  20. *inoltre non credo che qualcuno.
    se l'estetica dell'arte relazionale porta questi risultati patetici da pesca della parrocchia molto meglio l'egoismo più bieco, anche meno ipocrita .
    1b

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  21. mi sono beccato il censurone, non fatemi domande su di me, grazie.

    Quoto 1b: il pubblico in italia è fatto dai soli addetti ai lavori, loro amici e curiosi, poi è chiaro che in molti vanno alla Biennale come si va al luna park. Ma quello è un pubblico sporadico, che salta fuori ogni due anni.

    Il piglio era anche interessante; ma se poi facciamo BASI LEZIOSE che vogliono ammiccare evidentemente all'opera, l'opera che viene messa sopra è solo una scusa...o mi sbaglio? Quindi ogni base+opera vive sopra un'ipocrisia...e questo emerge chiaramente dalla resa formale finale.

    Un modo un po' ipocrita e populista di coinvolgere il pubblico. Purtroppo non si riescono ad abbandonare alcuni rituali, troppo narcisismo e feticismo dell'oggetto. Non c'è niente da fare; e per il resto viviamo in un sistema bulgaro dove vengono coinvolti solo gli amici....il giovane artista deve diventare operaio delle pubbliche relazioni e burocrate creativo (forma moussoscope+concetto wikipedia). Le opere, anche di questo progetto, sono fatte di una materia fatta di luoghi (dove avvengono le cose) e relazioni (chi le sostiene). Il centro dell'opera esce da questi spazi e l'opera diventa un vuoto, o meglio, uno standard qualsiasi. Prova ne sia che questa stessa mostra fatta nello spazio O', da de carlo o da HYZIOMATIC a Bari, porterebbe a tre mostre totalmente diverse. Anche se il mio giudizio sarebbe sempre il medesimo.

    luca rossi

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  22. Censurone? Elena hai censurato la risposta di Luca Rossi alle mie domande?
    Se sì perchè? Se no allora parliamo di un millantatore. Nel senso che afferma censure che non avvengono e progettualità che non esistono.

    P.s. E' vero che eri tra i selezionati del premio Moroso? grottesco non trovi?

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  23. "questa stessa mostra fatta nello spazio O', da de carlo o da HYZIOMATIC a Bari, porterebbe a tre mostre totalmente diverse. Anche se il mio giudizio sarebbe sempre il medesimo"
    quasi totalmente d'accordo
    quasi nel senso che sarebbero tre mostre diverse solo in seguto a tre percezioni diverse, ovvero condizionamenti differenti nei confronti dello spazio-galleria. però qui si torna a parlare di sistema. forse anche tu lr indendevi questo, o sbaglio?

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  24. una precisazione non credo che nichilismo sia consapevolezza dell'inutilità della cosa in se,(tu wanda sei nichilista? parlando di consapevolezza è come se ne avallassi la tesi) si tratta piuttosto di essere convinti che nulla ha senso, non trovando il senso non si riesce nemmeno a darlo, anzi pensando che il senso sia il nulla , che il fine ultimo sia il niente riesce solo a rimandare questo vuoto di senso, perchè il nichilista è convinto che non ci sia una verità ultima a cui tendere quindi partendo da questo presupposto opera in maniera reattiva se opera, generando solo decadenza e avvilendo qualnque spinta costruttiva e attiva, stroncando ogni slancio ideale.

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  25. Elena ha fatto bene a togliere il mio commento visto che era off topic. Era ironico "censurone".

    Penso sia interessante porre questa domanda: se un progetto non viene "recensito" da un certo sistema di operatori, quel progetto esiste? Se cade un albero nella foresta e nessuno è lì a registrare la cosa è mai caduto l'albero? Per me sì, è caduto.

    Ma torniamo alla malsansa preponderanza delle relazioni rispetto ai contenuti. L'unica via è stimolare un confronto critico sopra quei contenuti per creare riferimenti che vadano oltre le relazioni e i luoghi (oggi più di ieri unica materia delle opere). Sì, ho partecipato al premio Moroso e mi sarebbe piaciuto poter portare le parole nei fatti. :)

    luchettino rossi

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  26. buffo che le mostre peggiori abbiamo il più alto numero di commenti. Ci sono un sacco di altri post con cose decenti e al massimo ci sono due righe del tipo 'vale una visita' o 'com'erano vestiti quella sera?'. Se ogni tanto, oltre alla melensissima giaculatoria ci si allenasse anche a dire: non è male, mi viene in mente qualcosa di non assolutamente prevedibile, non ho un prepensiero confezionato per questo, ecc. sarebbe proprio un regalo natalizio.

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  27. @ lazlo. e se fosse che le mostre con pochi commenti fossero solo un po' impaccate? cioè non muovono niente per quanto ben confezionate e piacevoli?

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  28. ok. allora propongo a BordiWebmaster di fare una classifica dei post più commentati del 2011.
    e vediamo se questo anonimo ha ragione.

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  29. Siamo alle solite, tutte le volte che si esprime un qualcosa di proprio e dunque non una verita' (per carita') si usano immancabilmente gli stessi metodi, ovverossia si fa dello spirito intorno per banalizzare e dunque sminuire travisando.
    Non è cosi 1B ? (non scrivo cosa penso del contrassegno e del suo contenuto perche' qui siamo ospiti e ci si comporta come si deve).
    Poi per che cosa dal momento che ho scritto : ""artisti e pubblico una volta insieme"" il che non voleva dire , insieme per esporre "opere" e lo dico perche', torno a dire, non è una questione di Visibilita' ma è un incontro tra chi INVITA , i promotori (non chiamiamoli artisti perche' senno' qualcuno si offende) e chi, VOLONTARIAMENTE, aderisce a questo invito per diversi motivi, non è detto che per forza di cose si è animati da "serieta'" , si puo' portare un qualcosa di proprio perche' a questo sentimentalmente legati ma anche qualcosa di ironico o perche' no qualcosa che sia sberleffo agli stessi promotori (non penso che ne avranno a male) o anche qualcosa di giocoso o altro ancora non ha importanza.
    Ma questa era la cornice in cui interpretare l'evento , a mio parere.
    Certo che per comprendere occorre anche avere l'animo giusto e dunque trovare i modi per rapportarsi a tutto cio' e tuttavia, quello che hai scelto tu, 1B, non è neppure quello piu' originale ed è piu' simile a quello di un "casseur" a cui non importa niente della vetrina che ha di fronte perche' cio' che conta è che vada in frantumi.

    Lorenzo Marras

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  30. condivido quello che ha scritto la persona precedente (lorenzo), perchè ho potuto vedere e partecipare alla mostra durante l'apertura e ammetto che c'era un atmosfera interessante. In parte data da un elegante e ordinata installazione di piattaforme che assumevano strane forme, ma caratterizzate dal colore bianco. Questo permetteva a noi pubblico di fruire visivamente e realzionarsi con essa trasformandole nel momento in cui si posava una forma. Ho lasciato un semplice oggetto che ho voluto vedere sotto un altra luce. Per non dilungarmi vorrei dire che sia per la sede(spazio no profit) per l attenzione dei curatori/artisti e forse anche amici è una mostra che merita di essere visitata e trasformata partecipando....

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  31. e perchè qualcosa di proprio non dovrebbe essere una verità lorenzo marras? forse sei solo troppo umile e severo con te stesso . non so di quale contrassegno parli io spedisco solo in paccocelere .
    1b

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  32. forse perche' in questo caso non andava fatto un esercizio di verita' che, sia ben chiaro, è sempre impegnativo perche' implica avere prima un rapporto con se stessi e solo dopo con i prossimi.
    Ma apparte questo, qui leggendo il post e tenuto nel debito conto che non era una classica esposizione a cui si era chiamati a fare un pollice su oppure giu', insomma un giudizio tout court , HO ritenuto che sarebbe stato meglio interpretare. tutto qui.
    p.s. : ecco buona cosa spedire pacco celere , ed in contrassegno, cosi paga chi riceve e magari dentro il pacco ci metti se, lo hai ancora, il Gatto con gli stivali, che tante belle cose ha insegnato da sempre.

    L.M.

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  33. non c'ero all'inaugurazione, ho visto la mostra ieri sera, lo spazio era vuoto (di persone). Alcuni oggetti reagiscono/interagiscono con il piedistallo che si sono scelti altri meno, alcuni esaltano il piedistallo come scultura, altri sono diventati essi stessi scultura. Alla fine mi è parso un esperimento interessante, anche se, forse proprio l'ambiguità leva/piedistallo, dinamismo/fissità, non è evidente se, come e quanto al visitatore sia consentito interagire (cioè hai letto che sì, ma l'atmosfera sembrerebbe dirti che no). In tasca avevo solo una moneta, l'ho appoggiata, ma senza farmi vedere da nessuno...

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  34. dici che se ti avessero visto lì con la monetina dopo ti avrebbero dato del barbone che non leva abbastanza soldi? vabè che le barbe non mancano mai a quanto pare in queste inaugurazioni .
    1b

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