Foto di Andrea Rossetti
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“…Una stanza serve come sala di proiezione per i sogni. Le pareti e i mobili sono coperti di piccoli chiodi e viti, stretti in modo che non possono essere tolti facilmente. La loro collocazione corrisponde a punti nodali di immagini e proiezioni di sogni. I nodi sono uniti da un filo creando costellazioni in modo tale che l'immagine può essere facilmente evocata per renderla più leggibile nello spazio…” Zbynek Baladran, The Nervous System, 2011
“The Nervous System” è un progetto sperimentale che Kunstverein Milano ha curato insieme a Juan Pablo Macias. Protagonisti due artistici cechi, Zbyněk Baladrán e Jiří Kovanda, a cui gli viene chiesto per la prima volta di lavorare insieme. “The Nervous System” nasce in seguito ad una serie di conversazioni tra artisti e curatori riguardo la storia intesa come dialogo fra diverse generazioni, ma anche come potenziale per produrre diversi modelli di pensiero. Dopo una serie di incontri, Zbyněk Baladrán e Jiří Kovanda hanno deciso di concentrarsi sull’idea del sistema nervoso inteso come intreccio di azioni e di esperienze in luoghi dove trascorriamo la maggior parte del tempo e della quotidianità. La casa è dove il nostro corpo si definisce rispetto al suo intorno, è lì che il sistema nervoso entra in crisi. La mostra, che si svolge in un appartamento sfitto di Frigoriferi Milanesi, innesca un sottile gioco di equilibri e di dipendenze, in cui lo spettatore si trova coinvolto
“The Nervous System” è un progetto sperimentale che Kunstverein Milano ha curato insieme a Juan Pablo Macias. Protagonisti due artistici cechi, Zbyněk Baladrán e Jiří Kovanda, a cui gli viene chiesto per la prima volta di lavorare insieme. “The Nervous System” nasce in seguito ad una serie di conversazioni tra artisti e curatori riguardo la storia intesa come dialogo fra diverse generazioni, ma anche come potenziale per produrre diversi modelli di pensiero. Dopo una serie di incontri, Zbyněk Baladrán e Jiří Kovanda hanno deciso di concentrarsi sull’idea del sistema nervoso inteso come intreccio di azioni e di esperienze in luoghi dove trascorriamo la maggior parte del tempo e della quotidianità. La casa è dove il nostro corpo si definisce rispetto al suo intorno, è lì che il sistema nervoso entra in crisi. La mostra, che si svolge in un appartamento sfitto di Frigoriferi Milanesi, innesca un sottile gioco di equilibri e di dipendenze, in cui lo spettatore si trova coinvolto
Kunstverein Milano*
THE NERVOUS SYSTEM di Zbyněk Baladrán e Jiří Kovanda
Progetto di Kunstverein (Milano)
curato con Juan Pablo Macías
Con la collaborazione di Fare
*Kunstverein (Milano) è una piattaforma sperimentale che nasce come progetto di ricerca e produzione d’arte contemporanea. Kunstverein (Milano) fa parte di una rete internazionale di “Kunstvereins in franchise” con sede ad Amsterdam e New York, ed è diretto da Katia Anguelova, Alessandra Poggianti e Andrea Wiarda.







Magari le mostre che fanno al Kunstverein sono anche interessanti, non conosco la programmazione e quindi non entro nel merito, ma sommo nervosismo mi deriva dal nome dello spazio. Scusate, mi fate sentire proprio un disgraziato del terzo mondo, ma un nome italiano o al massimo inglese (ormai onnicomprensivo) non era meglio?
RispondiEliminaE' l'invidia del bene che crea questi mostri. Da noi non esiste il carrozzone pubblico che fa l'elemosina agli artisti? e allora lo evochiamo con questi bei nomi. Ace, non ti piace? Sono d'accordo con te, ma non è la lingua che mi spaventa, è l'enorme provincia che è dentro le parole a fare paura davvero.
RispondiEliminaWanda, o hai dei seri problemi con la lingua italiana o hai la testolina di un criceto: ma secondo te se biasimo il nome teutonico oriented dello spazio non voglio sottolineare implicitamente l'operazione ridicola da "Caronno Pertusello"??
RispondiEliminaPeccato che su questo blog non ci si possa spiegare anche a gesti; no perchè ormai siamo a questo livelli
Ace, diciamo esattamente la stessa cosa. Perché minacci la mia testolina?
RispondiEliminaDitemi invece, che mi interessa molto:
"Kunstverein (Milano) fa parte di una rete internazionale di “Kunstvereins in franchise” con sede ad Amsterdam e New York, ed è diretto da Katia Anguelova, Alessandra Poggianti e Andrea Wiarda."
da dove arrivano i soldi e perchè? Quali li scopi di questa 'rete'? il franchise mi risulta avere degli scopi ben precisi e soprattutto documentabili. Quali sono e quali tracce lasciano alle altre 'sedi'?
Per dirla con il mio amico Ace, cosa ci garantisce che questa operazione non sia quella dei furbetti del quartierino di Caronno Pertusello?
Chi sa, parli...
Ah, ma è stata fatta ai Frigoriferi Milanesi, posto figo, dove si portano le pellicce d'estate o si va a trovare quei geni di Slow Food, roba spessa, compliments Kunstverein, grande e controcorrente.
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