27/05/10

I Goldenboys






Carrellata di amici immortalati da Alessandro Di Giampietro alla Galleria Davide di Maggio.
C'è Angela, Nicola, Simone, Bruna, Marco, Diego, Lorenza, Paolo, Vincenzo, Luca ecc.

26/05/10

This was not the end













Ha rovistato nei suoi ricordi. Ha compiuto 40 anni e ha un figlio. Alla soglia degli 40 ha fatto una promessa al figlio: smettere di fumare (come non pensare al povero Zeno... ma per lui, il figlio non c'entra). Che ha pensato di fare? Ha inziato a masticare. Mastica e mastica (gomme alla nicotica) e ha accumulato i resti dei chewing-gum per costruire delle piccole e antropomorfe sculture. Lui è Cosa Vece, artista svizzero ospitato alla galleria Franco Noero (titolo della mostra 'This was not the end'). Sarà stato il caldo, la fetta di polenta o quant'altro, ma questa mostra mi ha lasciato non poco stupita. L'atmosfera nelle piccole salette, infilate una sull'altra.. le strette sale, il riverbero del sole che entrava negli spioncini.. non so. Tutto era molto, come dire, surreale. Nelle varie stanze si succedevano buffi mobiletti, sgabelli, lampade, vetrine... con sopra questi grumi masticati, sbrindellati e ammassati.. alle pareti una serie di collage in cui le fotografie sono state strappate da riviste di reportage e libri di antropologia.

23/05/10

Silence - Ettore Spalletti




Finalmente ho visto anche io la mostra di Spalletti alla Galleria Lia Rumma.
Parole a caso dal comunicato stampa:

linguaggio sospeso tra pittura e scultura
luce e spazio
geometrie delle pittura rinascimentale
il colore prende corpo
gesso e pigmenti
procedimento lento
superfici polverose
consistenza vellutata
cancella ogni eco di emozionalità
colori tenuti
un respiro che rimanda alla vita
azzurro atmosferico
"uso il rosa perchè è il colore dell'incanto"
"nel dormiverglia del mare troviamo il grigio argento. Il grigio è accoglienza"

22/05/10

Paul McCarthy - Hauser and Wirth




Non contenti e ingordi, altre immagini delle opere di McCarthy esposte da Hauser & Wirth (Zurigo) lo scorso giugno.
Grazie a Giovanni Kronenberg.

21/05/10

Maiali, ketchup, culi e il tappeto azzurro

















C'eravamo quasi tutti al grande opening di Paul McCarthy della Fondazione Trussardi. C'era addirittura Miuccia a braccetto con Giò Marconi. Insomma eravamo in tanti a far la coda per vedere il delirio di Paul, lungo il tappeto azzurro non calpestabile (cosa ridicola!). Tutti in fila, ordinati e guardinghi. Chi guardava chi aveva davanti, chi osservava chi avete dietro... tutti a guardare chi c'era e chi non c'era. Arriva Patrizia, arriva Maurizio, arrivo Francesco...

La mostra l'ho potuta vedere alla presentazione stampa, vuota e riempita dai suoni provenienti dai video: delirio inimmaginabile di pazzia umana. Urla, grida, sfregamenti, contorsioni.. tutti che si ficcavano dentro a buchi, botole.. vesti inzaccherate, tubi.. sangue e liquami... corpi impataccati di tutti ciò che di più sporco si potrebbe immaginare. Lo schifo del 'dentro' rappresentato in maniera compulsiva in un disgustoso 'fuori'.
Era surreale ieri sera vedere sfilare fighetti vestiti a festa davanti a quelle immagini, era veramente surreale. C'eravamo tutti, attorno alle opere e anche 'dentro': brutali e ipocriti, sporcaccioni e nefandi, cattivi e cinici.

20/05/10

Troppe cose e un Monumento




Ieri, 19 maggio, ho visto troppe mostre.
Ho visto velocemente una Venezia mai vista grazie a Catherine Opie allo Studio Guenzani. Il suo foto ritratto con sfondo rosso e un tramonto veneziano diviso a metà. Ho visto velocemente dei paesaggi 'meccanici' e dei delicati disegni a china di Stéphanie Nava da Riccardo Crespi. Mi aspettavo di "attraversare spazi emotivamente carichi di suggestioni e memorie, minacce e promesse". Ho visto velocemente le aquile e l'Aquila di Lucia Uni da Pianissimo. In questo momento sto ascoltando la traccia video udibile dal sito della galleria: macerie, sassi, mattoni che rotolano. Ho visto velocemente le foto di Elad Lassry da De Carlo e vorrei la donna incorniciata d'oro mentre sostiene una macchina fotografica restando in bilico su una libreria. Sì, vorrei quella foto sopra il comodino. Ho visto velocemente le sculture di ferro ma che sembravano di legno di Andreas Golinski da De March. Non mi è piaciuto il titolo della mostra "Le intoccabili prospettive terrene". Ho visto velocemente in un video l'ombra di Debora Ligorio da Francesca Minini.
Ho visto un'opera che mi è rimasta impressa. Toccante, emozionante, inquietante anche. Un enorme cubo di creta avvolto in metri di stoffa. Bagnato per non far seccare la creta, il grande cubo sembrava piangente... triste della retorica da cui ha preso forma. Il grande cubo è un semplice monumento anzi, un Monumento Nazionale (titolo dell'opera), un monumento che racchiude tutti i monumenti che possiamo immaginare e pensare. Grazie a Guillaume Leblon, l'artista, e al curatore Alessandro Rabottini.

Mousse - NSFS Tate




Grazie anche a Mousse per le foto che mi hanno mandato!
Ecco il loro quadratino alla Tate Modern.

E con questo abbiamo quasi ultimato la mappatura 'italiana' al Festival.