19/05/10

inside/out - Villa Necchi


Matteo Rubbi

Santo Tolone
Santo Tolone
Riccardo Beretta
Meris Angioletti - Conversation Pieces, 2010
Progetto speciale per catalogo, © Rotofoto, Milano

Attore: Alberto Onifretti nella performance di Patrizio di Massimo

Luogo stupefacente per la mostra Low Dèco a cura di Alessandro Rabottini: Villa Necchi, gioiello architettonico del '900. Cinque gli artisti invitati a confrontarsi con questo 'mostro sacro' e intoccabile (non c'era nessuna opera all'interno se non la performance di Di Massimo). Prima opera, la più immateriale, Conversation Pieces di Meris Angioletti: un'opera sonora fruibile in cuffia che mi ha fatto immaginare quadri di Van Eyck e Rubens, ma anche Gruppo di famiglia in un interno di Visconti (ne consiglio la visione), in un accavallarsi di voci, situazioni, fonti letterarie e storiche. Surreale girovagare nel giardino delle Villa con un intarsio di racconti. Discrete ed eleganti le sculture in tubolare in ottone di Santo Tolone, che ha materializzato ombre in marmo e reso reali progetti per fontane mai realizzati da Portaluppi. Ho apprezzato meno gli intarsi di Riccardo Beretta Portoro. Penso che dipenda dal fatto che erano 'attaccati' al fusto degli alberi, per altro non avvicinabili (era proibito camminare sull'erbe). Il lavoro di Matteo Rubbi, L'Italia in cerchio, essendo un'opera da fruire giocando... non ho esattamente capito in cosa consiste. So, da comunicato, che ha coinvolto 17 amici, tra artisti e scrittori. L'opera forse più toccante ritengo sia quella di Patrizio Di Massimo, Fuga dal Disordine. Una performance appassionante, che mi ha fatto riflettere su un periodo, quello Fascista, da un punto di vista intimista e molto umano. L'attore professionista ha raccontato vicende e racconti di vita vissuta sovrapponendo vicende biografiche di personaggi come Margherita Sarfatti e Italo Balbo, legati al Fascismo e alla sua iniziale percezione come avanguardia politica che si è trasformata ben presto in regime totalitario. A chi non avesse ancora visto la mostra, consiglio di prenotare la visita guidata.

Photo Courtesy Andrea Balestrero

This is not an art song...





Ilaria Bonaccossa
Paola Clerico
Ilaria Bonacossa, Ivanmaria Vele, amico

La musica c'era, i free drinks pure. C'era addirittura qualche punk (mamma). Insomma il progetto Mammine Punk è stato un party di tutto rispetto. Location fantastica... Almeno un paio di persone che ho incontrato mi hanno detto:
"Ma tu hai visto le opere?"
"Ma come non hai visto le opere di Perrone e Frosi? Ma sì, lassù!"
"Lassù dove?"
"Lassù, lassù..".

Chi c'era?

Carlo Antonelli, Luigi Presicce
Veronica Lenza e Matteo Poli, Nicola Martini e Marcello Bellan
Gruppo di amici, Silvia Barna
Diego Perrone e amico, Chriastian Frosi e Marcella Piscitelli
Francesca, Eva Fabbri con Andrea Pozzato e amico
Lapo Gavioli, Giuditta Sala e Mariano Pickler
Pierluigi Longo, Nicola Martini con Giallo Concialdi e amico

18/05/10

Appare il futuro terribilmente vicino - LA STAMPA





Appare il futuro terribilmente vicino - Progetto di Matteo Rubbi

Il progetto di Rubbi consiste nella ristampa integrale del quotidiano “La Stampa” pubblicato il 6 maggio 1961, giorno inaugurale dell’esposizione universale “Italia ’61” a Torino.
Il 6 maggio 2010 il quotidiano è stato distribuito nei principali bar e caffè della città di Torino, affiancando i quotidiani del giorno solitamente a disposizione degli avventori.
La pubblicazione e diffusione nella città di quel numero di grande valenza storica, ripropone all’attenzione collettiva uno degli eventi che maggiormente hanno segnato la città negli anni in cui diventava uno dei riferimenti assoluti del mondo del lavoro nazionale, centro di innovazione e di sviluppo economico. L'expo Italia61, apice celebrativo di questo momento di grande espansione, fu rapidamente dimenticato, e le sue architetture superstiti sono state progressivamente abbandonate, distrutte o rimaneggiate pesantemente.
Nel gesto apparentemente innocuo di ristampare e infiltrare nella realtà di oggi il giornale dell’epoca, si vuole creare un cortocircuito minaccioso: rievocare un momento carico di speranze in un tempo di crisi globale e riflettere sulla retorica progressista e nazionalistica delle esposizioni universali all’alba del Centocinquantenario dell’Unità d’Italia

Photo Courtesy Matteo Rubbi

Mariana Castillo Deball - Peep Hole a NSFS





Immagini dell'installazione 'Only eclipse recovers' dell'artista Mariana Castillo Deball invitata da Peep-Hole in occasione di NSFS.

Photo Courtesy Peep-Hole

17/05/10

* OSPITE N.1 * Lia Rumma - Ettore Spalletti












* OSPITE N.1 *


Nome: Andrea Balestrero - A12

Luogo: Nuovo spazio Galleria Lia Rumma - Milano
Inaugurazione: Ettore Spalletti
Data: 15/05/2010


Cara E.

Ci passavo davanti tutte le mattine andando a lavorare e mi chiedevo cosa mai potesse essere quello strano torracchione bianco senza finestre, poi finalmente la risposta: durante il w.e. ha inaugurato la nuova sede della galleria Lia Rumma in Via Stilicone.
Circa 1500 mq sviluppati su quattro piani, spazi per qualità e quantità degni di una galleria di NY.

Il progetto è dello Studio CLS e, cito dal sito degli autori, "nasce dalla sovrapposizione di volumi elementari con proporzioni diverse tra loro e con un diverso rapporto tra spazio interno e luce naturale" .

In effetti l'edificio sfrutta bene l'orientamento del sito, man mano che si sale i volumi arretrano rispetto al fronte strada e creano terrazze panoramiche verso le alpi, mentre dalla strada non si vedono le grandi vetrate che captano la luce da nord, dando l'illusione di un volume completamente cieco. Tutto il fronte sul retro è invece occupato dalle scale esterne che (a parte un ascensore sempre occupato) costituiscono l'unico collegamento tra i diversi piani.

Il tutto appare, aldilà delle necessità funzionali ed espositive, un po' troppo algido. E certo le grandi tele monocrome e pallide con cui Ettore Spalletti ha deciso di cercare un dialogo con lo spazio espositivo non aiutano a mitigare il gelo.

Unico risvolto divertente, le scale esterne sono di grigliato metallico e il pavimento del terrazzo all'ultimo piano è per metà di vetro, per cui signore alla prossima vernice: niente tacchi a spillo... e ricordatevi le mutande!

16/05/10

KUNSTHALLE ATHENA - THE BAR










E mentre a Londra è ancora in corso il Festival degli spazi indipendenti, No Soul for Sale, ad Atene sta per concludersi THE BAR, un progetto organizzato dalla Kunstalle Athena (dal 13 al 17 maggio). Tra le poche immagini che mi sono arrivate dall'artista Robert Pettena (che ha allestito per l'occasione una sorta di bar/installazione 'Jungle Junction'), una mi sembra abbastanza rivelativa: la scritta di Matthieu Laurette 'Let's make lots of money'. Emozionante la performance di Annika Larsson: dei musicisti ad occhi chiusi/aperti mentre suonano sempre la stessa nota.L'inaugurazione del progetto è avvenuta negli stesse giornate delle rivolte nelle strade della città. Sarebbe interessante sapere come i curatori e gli artisti coinvolti hanno vissuto una tale coincidenza . Notevole, in ogni caso, lo sforzo per organizzare un simile progetto con pochissimi fondi. Per rispondere ad un post scritto nel blog pochi giorni fa a proposito della Tate e di No Soul for Sale... ebbene sì, continuiamo a lavorare tutti senza soldi. Viaggiamo, andiamo agli openings, scriviamo, beviamo aperitivi, conosciamo gente nuova, parliamo dello stato dell'arte, di come/cosa potremmo fare ecc. ecc. L'importante è avere quei 4 soldi per tirare avanti e per riflettere, pensare, speculare. Mha...

Photo Courtesy Robert Pettena